Marco Bellocchio: chi è, vita privata, moglie e famiglia

Inizialmente dedito alla filosofia, ha poi scelto di seguire la strada da regista riuscendo perfettamente nell'intento: questo è Marco Bellocchio

Noto regista, ma anche sceneggiatore, produttore cinematografico e docente, Marco Bellocchio è uno dei nomi più importanti circolanti nel mondo dello spettacolo italiano.

Classe 1939, Bellocchio nel corso della sua brillante carriera si è anche aggiudicato diversi riconoscimenti, dati dalla sua affermata professionalità nel campo del cinema: scopriamo insieme qualcosa in più su di lui.

La vita e la carriera di Marco Bellocchio

Nato sotto il segno dello Scorpione il 9 novembre 1939 a Bobbio, in provincia di Piacenza, Marco Bellocchio attualmente ha 83 anni. Madre insegnante e padre avvocato (perso durante il periodo dell’adolescenza), Marco Bellocchio riceve da entrambi i genitori un’educazion fermamente di stampo cattolico, tanto da frequentare le scuole medie e le scuole superiori proprio presso istituti di tipo religioso.

La sua passione per il mondo del cinema si fa sentire già dai tempi della scuola salesiana e viene sempre più alimentata negli anni a venire. Nel 1959 decide di abbandonare gli studi universitari di Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano e si trasferisce a Roma: l’obiettivo? Diventare un regista. È infatti proprio a Roma che Bellocchio si iscrive al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e nel 1962 diventa regista a tutti gli effetti, grazie alla grande guida di Andrea Camilleri.

Dopo la realizzazione di alcuni cortometraggi in cui la vena artistica di Federico Fellini e Antonioni è palesemente tangibile, Marco Bellocchio vola a Londra, dove frequenta i corsi della Slade School of Fine Arts e portando, a fine studi, una relazione proprio su Antonioni e Bresson.

Tornato in Italia, Bellocchio dirige il suo primo lungometraggio all’età di 26 anni: I pugni in tasca (1965), selezionato anche al Festival del film Locarno e vincitore della Vela d’argento 1965. Grazie a tale progetto Bellocchio riesce a mostrare tutta la sua vena anticonformista, la stessa che ha continuato a mostrare in progetti successivi, come La Cina è vicina (1967), vincitore del Gran premio della giuria) e Il popolo calabrese ha rialzato la testa (1969).

Tra polemiche, idee politiche e messe in discussione, Marco Bellocchio conquista la sua piena maturità artistica negli anni ’70. In particolare, nel 1972 con Nel nome del padre, affianca alla denuncia degli schemi di potere della società il forte tentativo di penetrare le strutture del potere, una tematica fortemente portata avanti anche nei progetti successivi. Tre anni dopo Bellocchio sperimenta anche il documentario in Matti da slegare (1975); la sua carriera artistica si riempie di esperienze, esperimenti e nuovi modi di fare cinema, dimostrando di volta in volta una grande versatilità e un continuo desiderio di mettersi in gioco.

Grande appassionato di arte e di letteratura, Bellocchio ha portato al cinema titoli presi direttamente da grandi storie e personaggi del passato: Il Gabbiano (1977), Enrico IV (1984), Il principe di Homburg (1997) e tanti altri.

Una continua ricerca di se stesso e del mondo, un continuo viaggio verso le incredibili vie dell’essere, tra stili diversi, conoscenze, consapevolezze e nuove idee: gli anni ’80 sono per Bellocchio un altro punto di avvio, una nuova partenza, un nuovo esperimento. Salto nel vuoto (1980, vincitore del David di Donatello), Gli occhi, la bocca (1982), Diavolo in corpo (1986) e La visione del sabba (1988) sono alcuni dei suoi migliori titoli usciti in quegli anni così profondi.

La carriera di Marco Bellocchio riesce a subire metamorfosi continue anche negli anni ’90 e 2000, fino ai giorni attuali. Molto vicino ai casi della storia e della politica italiana, Bellocchio nel 2003 propone una ricostruzione in chiave introspettiva del caso del rapimento di Aldo Moro, intitolato Buongiorno notte.

Per citare alcuni dei titoli più noti degli anni 2000 del regista Bellocchio, è bene ricordare: Bella addormentata (2013), Sangue del mio sangue (2015), Fai bei sogni (2016), Il traditore (2019, candidato dall’Italia agli Oscar 2020).

Infine, ma non per importanza, nel 2022, su Rai 1, arriva una fiction incentrata nuovamente sul caso Moro e intitolata Esterno Notte, che racconta i 55 giorni di prigionia dell’esponente politico fino alla sua morte.

Leone d’oro alla carriera, riconoscimenti, premi, onorificenze e titoli importantissimi: la carriera di Marco Bellocchio è una cascata di successi e di incredibili trasformazioni.

La vita privata di Marco Bellocchio

Compagno di Francesca Calvelli, Marco Bellocchio ha anche due figli: Pier Giorgio (attore), nato dall’unione con l’attrice Gisella Burinato ed Elena, nata dall’unione con l’attuale compagna.

Scritto da Marta Mancosu
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