Nel corso della TCS New York City Marathon, domenica, la 24enne Rachel Apa di Lewisberry, Pennsylvania, è collassata a circa due miglia dal traguardo. Dopo i primi soccorsi sul percorso, è stata trasportata in ambulanza al Lenox Hill Hospital, dove è deceduta poche ore dopo.
Il padre di Rachel, Steve Apa, ha confermato alle autorità che la causa ultima è stata la rhabdomiolisi, una patologia muscolare rara ma potenzialmente letale. La famiglia ha dichiarato che la giovane non aveva problemi di salute noti e si era preparata con regolarità per la gara.
Il crollo a due miglia dal traguardo
Secondo le testimonianze dei soccorritori, la corridora ha manifestato improvvisa debolezza e difficoltà a mantenere il passo intorno al miglio 24. Un volontario ha tentato la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e i medici hanno utilizzato un defibrillatore prima del trasporto in ospedale. Nonostante gli sforzi, la condizione è peggiorata rapidamente, portando al decesso.
Cos’è la rhabdomiolisi e perché può colpire gli sportivi
Meccanismo fisiologico
La rhabdomiolisi si verifica quando le fibre muscolari subiscono una rottura intensa, rilasciando nel sangue proteine, elettroliti e mioglobina. Questo “versamento” può causare gravi squilibri elettrolitici e, soprattutto, danni ai reni, che faticano a filtrare le tossine in eccesso.
Fattori di rischio
Se da un lato l’attività fisica intensa è una delle cause più comuni, la condizione può anche derivare da traumi, crisi epilettiche, esposizione prolungata al calore, infezioni gravi o l’uso di farmaci tossici. Per i corridori, fattori aggravanti includono disidratazione, temperature elevate, sprint improvvisi, allenamenti non abituali e carichi di lavoro eccessivi rispetto al livello di condizionamento.
Segnali da non ignorare e consigli per chi si allena
Gli esperti sottolineano che i sintomi della rhabdomiolisi possono emergere durante l’attività stessa o subito dopo. Tra i segnali più affidabili troviamo: dolore muscolare sproporzionato rispetto allo sforzo, gonfiore, debolezza marcata, urine di colore scuro (simili al tè), vertigini, nausea e calo della capacità urinaria.
Quando compaiono questi elementi, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso. Nei casi più lievi, la terapia consiste in idratazione aggressiva con soluzioni saline e bicarbonato; nei casi più gravi può rendersi necessario il ricorso alla dialisi.
Per ridurre il rischio, gli specialisti raccomandano di aumentare gradualmente intensità e volume degli allenamenti, mantenere un’adeguata assunzione di liquidi, evitare sforzi massimali in condizioni di caldo e ascoltare il proprio corpo. Anche gli atleti esperti non sono esenti: la rhabdomiolisi è spesso il risultato di una combinazione di stress (“multiple-hit phenomenon”).


