Emanuel Lo, coreografo romano noto per le collaborazioni internazionali, ha aperto il suo cuore in una puntata di Verissimo condotta da Silvia Toffanin l’1 novembre 2026. Tra un sorriso e un gesto delicato, l’artista ha raccontato il momento in cui una sensazione improvvisa ha cambiato il corso della sua vita professionale, e ha sottolineato l’importanza della sua compagna Giorgia e del figlio Samuel.
Il primo attacco di panico in volo: la decisione di fermare i viaggi
All’epoca, Lo viveva a Londra e accompagnava diversi artisti in tournée, trascorrendo quasi tutta la settimana a bordo di aerei. Durante uno di questi spostamenti, ha sperimentato un attacco di panico così intenso da descriverlo come “una piccola morte”. “Ho provato una piccola morte, per me la mia vita era finita lì”, ha dichiarato, ricordando che l’aereo era atterrato regolarmente ma la paura rimaneva latente.
Il blocco psicologico e la rinuncia ai progetti internazionali
Da quel momento, ogni tentativo di imbarcarsi richiamava la stessa angoscia. Lo ha provato a sostituire i voli con lunghi viaggi in treno, ma la soluzione risultava poco pratica. Alla fine, ha chiesto alla sua agenzia di assegnargli esclusivamente incarichi in Italia, una scelta che ha significato rinunciare a opportunità importanti nel panorama della danza internazionale. “Non posso vivere questa passione così”, ha ammesso, evidenziando la tristezza di aver dovuto mettere fine a una parte della sua carriera per colpa della paura di volare.
Il sostegno di Giorgia e la nascita di Samuel
Nel racconto emergono anche i momenti più intimi della vita privata di Lo. La cantante Giorgia, sua compagna da molti anni, è descritta come la sua “nuova famiglia”. “Metà della mia vita l’ho vissuta con lei, è la mia nuova famiglia”, ha affermato con emozione, sottolineando quanto il loro legame abbia superato ogni forma convenzionale di matrimonio.
Una promessa non celebrata e l’arrivo di Samuel
Nonostante abbiano condiviso un “sì” che ha avuto l’emozione di una cerimonia, la coppia non ha mai formalizzato il matrimonio: “Si sa che ce lo siamo chiesti, abbiamo pianto come due scemi quando ci siamo detti sì. Poi sono passati 16 anni e nessuno ha fatto niente, è nato un figlio”, ha ricordato Lo. Il piccolo Samuel, nato a casa nella sua cameretta, è descritto come una presenza energetica: “Nostro figlio non si ferma mai, è come Attila: abbiamo casa distrutta”. Questo ricordo affettuoso mostra come, nonostante le difficoltà professionali, la famiglia sia diventata il centro della sua esistenza.
Il racconto di Emanuel Lo è una testimonianza di vulnerabilità, coraggio e resilienza. Un attacco di panico ha interrotto la sua traiettoria internazionale, ma l’amore per Giorgia e la gioia di essere padre di Samuel hanno offerto un nuovo equilibrio, dimostrando che a volte le esperienze più dolorose possono dare vita a un futuro più autentico.



