Gary Oldman a IO Donna: “Un giorno vorrei stringere anche io quella dannata statuetta”

L’attore è il protagonista de “La Talpa“, il film tratto dal romanzo di John le Carré, nelle sale dal 20 gennaio e IO Donna ha deciso di dedicare uno spazio a questo grande interprete, con un’intervista davvero molto bella. Di seguito un’anticipazione…

“Ricordo molti anni fa, una cena con Jack Nicholson.

Nel momento in cui lui entrò nella sala da pranzo, fu come se si accendessero mille luci. La sua presenza illuminava la stanza. Ecco, il personaggio che interpreto in La Talpa, George Smiley, è proprio l’opposto: vuole solo diventare invisibile”.

E così ha fatto Gary Oldman: è scomparso nella parte, è diventato la spia creata dalla penna di John le Carré. Con quell’impermeabile incolore, la faccia inespressiva, la voce controllata, è laconico, grigio e anonimo: in  una parola, perfetto.

Per un attore come lui, sfavillante e roboante, è l’ennesimo esercizio di maestria recitativa.

La sua interpretazione è sottotono. Come ha cerato questo personaggio?
Cerco sempre una chiave che mi permetta di aprire una porta. C’è un passaggio nel libro di John le Carré in cui Ann, la moglie, lo descrive come un interruttore, capace di regolare la temperatura del suo   dell’ambiente in cui si trova. L’immobilità del mio personaggio arriva appunto da lì.

Dopo tanti ruoli estremi sul piano emozionale e fisico, la definirei un’interpretazione “da seduto”.

Ha passato mesi a studiare i trucchi e il mestiere della spia britannica ai tempi della guerra fredda. Lei potrebbe mai essere un agente segreto?
Non credo proprio! Sono terribile quando mento, non convinco mai nessuno. E lo ripeto di continuo ai miei figli (Gulliver e Charlie, 14 e 12 anni, avuti dalla fotografa Donya Fiorentino, ndr): non c’è nulla che mi dia più fastidio della mancanza di lealtà, della disonestà, della menzogna. Il paradosso vuole che io faccia l’attore – anche tutte le spie, in fondo, sono attori – e cerchi sempre di essere qualcun altro…

La guerra fredda, che sembra oggi così lontana, ha accompagnato la sua generazione. Lei, che ha avuto una giovinezza – diciamo – “avventurosa”, cosa ricorda di quei tempi?
Soprattutto i miei ormoni, che erano in pieno fermento (ride). Non mi interessavo alla politica, se mai andavo matto per le ragazze e David Bowie.

Lei, inglese, vive a Los Angeles da anni, eppure si ha la netta impressione che Hollywood non la entusiasmi particolarmente.
Be’, basta dare un’occhiata al menu dei loro film: prequel numero uno, prequel numero due… A basarsi su quello che esce al cinema qui ogni settimana ti può prendere la disperazione. Ma poi, improvvisamente, ti capita un film come La Talpa e ti trovi su un altro pianeta. Allora mi dico che ho avuto tutto sommato una bella carriera. Un giorno però vorrei stringerla, quella dannata statuetta..

 L’intervista completa uscirà su Io Donna del 17 dicembre.

Per le immagini: lucywho

Scritto da Style24.it Unit
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