Il 2026 si apre con una programmazione ricca di mostre di moda che trasformano musei, gallerie e persino fortezze in veri e propri palcoscenici culturali. Se sei appassionato di stile, design o storia dell’abbigliamento, questo itinerario ti guiderà tra le capitali della moda e le location più insolite, offrendoti un panorama completo delle esposizioni più attese fino al 2027.
Milano: surrealismo e couture contemporanea
Il Palazzo Reale accoglie Dalí e la Moda, una retrospettiva che si estende dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Oltre 200 opere – abiti, accessori, fotografie e filmati – provengono dalle tre collezioni più importanti del maestro catalano, tra cui la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres e il Dalí Museum di St. Petersburg (Florida). La mostra mette in luce la stretta collaborazione tra Salvador Dalí e Elsa Schiaparelli, con pezzi iconici come il Cappello-Scarpa e l’Abito-Aragosta, dimostrando come il surrealismo abbia anticipato temi attuali quali identità e spettacolarizzazione dell’immagine.
Contemporaneamente, dalla fine di settembre al 22 novembre 2026, la galleria 10 Corso Como presenta Spectrum – Viktor & Rolf. Curata da Alessio de Navasques, l’esposizione si sviluppa come un’unica installazione di haute couture, composta da venti look iconici selezionati tra trent’anni di carriera. Gli abiti, disposti in coppie, esplorano i concetti di specchio, riflesso e dualità, confermando i due designer come veri Fashion Artists.
Parigi: fotografia, cappelli e collezioni storiche
La Maison Européenne de la Photographie apre le sue porte dal 30 settembre 2026 al 17 gennaio 2027 per Penn & Fashion. Il percorso cronologico, che copre la produzione di Irving Penn dal 1947 al 2008, ripercorre i momenti più significativi della sua collaborazione con maison come Dior, Balenciaga, Ungaro, Courrèges, Yves Saint-Laurent e Karl Lagerfeld. Le immagini, provenienti principalmente dalle collezioni della MEP e di Nicola Erni, mostrano l’evoluzione della fotografia di moda attraverso silhouette, texture e una costante ricerca estetica.
Nel frattempo, la Galerie du 19M di Aubervilliers, con la mostra Metamorphoses, the Hats of Maison Michel (23 settembre-13 dicembre 2026), celebra l’arte del cappellificio francese. L’esposizione, gratuita e interattiva, espone berretti, fascinator, fedora e altre creazioni d’archivio, sottolineando il ruolo del cappello come simbolo di identità e di narrazione visiva, sia nella haute couture che nella cultura pop.
Londra: icone del passato e reinterpretazioni contemporanee
Il Royal Academy of Arts ospita, dal 21 novembre 2026 al 14 marzo 2027, Peggy Guggenheim in London: The Making of a Collector. Il progetto ricostruisce la breve ma influente esperienza londinese della collezionista, mettendo in scena opere che hanno contribuito a diffondere l’arte astratta e surrealista nel Regno Unito. Il sostegno di Bottega Veneta lega il racconto di Guggenheim alle radici veneziane della sua più famosa collezione.
Nel V&A di South Kensington, la mostra The Burberry trench: Crafting an Icon (21 settembre 2026-3 gennaio 2027) celebra 170 anni del celebre trench. Divisa in tre sezioni – Invention, Craft, Creativity – l’esposizione combina capi d’archivio inediti, dettagli tecnici della gabardine e 19 look delle sfilate più recenti, illustrando come un capo militare si sia trasformato in simbolo di eleganza britannica.
Infine, la Tate Britain presenta The 90s: Art and Fashion (8 ottobre 2026-14 febbraio 2027), la prima grande retrospettiva dedicata all’intersezione tra arte, fotografia e moda negli anni ’90. Con la partecipazione di Young British Artists, Alexander McQueen, Vivienne Westwood e molti altri, la mostra analizza la rivoluzione culturale di quel decennio, evidenziando la sinergia tra subculture e alta moda.
Altre location: da Roma a San Francisco
Nel cuore di Roma, la Fondazione Valentino ospita AURA. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz (18 ottobre 2026-21 febbraio 2027) presso PM23. L’esposizione accosta 38 abiti storici della maison a 26 ritratti dell’artista polacca, creando un dialogo tra fashion e pittura che esplora la metamorfosi della bellezza femminile.
Il Forte di Bard, in Valle d’Aosta, inaugura Franco Moschino – Ceci n’est pas une exposition (31 ottobre 2026-14 febbraio 2027). Con oltre 200 fotografie, bozzetti e capi iconici, l’allestimento ricostruisce l’energia provocatoria di Moschino, dal suo lavoro per Versace alla nascita della maison, fino alle pellicce ecologiche che anticiparono il dibattito sostenibile.
In Scozia, il V&A Dundee presenta Vivienne Westwood & Jewellery a partire dal 26 marzo 2027, una retrospettiva che mette in luce il ruolo dei gioielli nella visione ribelle della stilista, dal celebre ciondolo “Orb” alle collezioni che hanno coniato un linguaggio ornamentale unico.
Infine, a San Francisco, il Legion of Honor offre Azzedine Alaïa: Sculpting Fashion (21 novembre 2026-11 aprile 2027). Con circa 80 capi, la retrospettiva celebra il couturier tunisino-francese, la cui formazione di scultore si tradusse in abiti che avvolgevano il corpo come opere d’arte, indossati da icone come Tina Turner e Grace Jones.



