Esce il dvd di Eclipse: viaggio nella noia di Twilight, tra le paturnie di Edward e Bella

Immolarsi per una giusta causa: è a volte il destino del cinefilo che vuole essere aggiornato sulle ultime tendenze in fatto di film e in genere di mercato culturale.

Quando vidi il mese scorso che sarebbe uscito il dvd dell’ultimo capitolo della serie di Twilight, Eclipse, sapendo bene che tra le mie amiche ci sono delle appassionate all’ultimo stadio, telefonai subito ad una e mi feci promettere che, non appena avesse comprato il disco per rivedersi la sua opera preferita per la millesima volta, mi avrebbe chiamato e avremmo organizzato la più classica delle serate pizza+film.

Ebbene, un paio di giorni fa la chiamata è arrivata.

Premessa: non ho visto New Moon (confidavo, come puntualmente è successo, negli aggiornamenti della mia amica) e ho mal digerito il primo episodio della saga tratta dai libri di Stephenie Meyer.

Mi era sembrato, per i primi 20 minuti, potenzialmente interessante, dato lo sguardo piuttosto originale, quasi documentaristico, sulla vita di una teenager al college. Mi sbagliavo, purtroppo: la lentezza non era data dal tipo di taglio da dare al film, ma era una necessità causata dalla sceneggiatura.

Non succedendo assolutamente nulla per buona parte del film la lentezza serviva ad ampliare  e rallentare la già stucchevole fase di corteggiamento tra Edward e Bella.

La situazione non cambiava neanche con le scene d’azione: mi sono ritrovato a pensare che fosse l’unico film in cui i combattimenti risultavano essere meno movimentati rispetto ai dialoghi amorosi, già prossimi alla totale immobilità.

È quindi con un certo sollievo che posso annunciare per i non iniziati che Eclipse è migliore.

In effetti delle cose succedono durante il film, anche se non in maniera così drastica, la dinamica amorosa (per quanto orribilmente ferma sul “divento un vampiro/non divento un vampiro”) è un minimo scossa dalla presenza del licantropo Jacob, e – sorpresa sorpresa – alcune scene d’azione sono decentemente coreografate. Resta da dire che la recitazione è a livelli minimi, i lupi mannari sono assolutamente imbarazzanti (ormai dell’animazione decente se la può permettere chiunque, suvvia) e resta sempre lo sconcerto per la totale noia trasmessa dai personaggi, che siano morti, non morti, vivi, o animali.

Certo rimangono tanti, tantissimi dubbi sulle ragioni dei protagonisti e su alcune caratteristiche del film, e qui li espongo con la segreta speranza che qualcuno possa rispondervi:

– perché TUTTI rischiano sempre e comunque la propria vita per difendere quella di Bella? Cosa ha di così speciale questa ragazza che ha costantemente un’espressione a metà tra l’incipiente conato di vomito e lo schifo totale per la situazione in cui sta vivendo?

– perché TUTTI sono così ossessionati dall’idea di dover proteggere Bella? Ovvero, anche in una prospettiva futura dopo il matrimonio, il primo pensiero di Edward è quello di dover proteggere sua moglie, come se fosse una totale inetta. Ora, non è il caso di fare del femminismo per una ragione così futile, ma fossi una donna mi farei qualche domanda sulla concezione familiare sottesa all’opera di Stephanie Meyer

– perché tutte le ragazze del film sono così dannatamente carine col cerone, a fare da contrasto col colore dei capelli, e l’unica faccia da tonno è quella di Bella? Migliorerà in Breaking Dawn?

– ma tutto il resto del mondo non esiste nell’universo di Twilight? C’è un isolazionismo terrificante, una totale mancanza di comunicazione con l’esterno e anche qui ci sarebbe da interrogarsi sulla concezione del mondo della Meyer: casa-nido, chiesa, lavoro (?), famiglia. Nient’altro, gli amici quasi non esistono, e se ci sono probabilmente servono a qualche scopo o sono dei pretendenti sotto mentite (ma neanche troppo) spoglie. Insomma, una tristezza.

L’ultima domanda: possibile gettare al vento due ore per vedere un siffatto capolavoro di quasi-nulla cinematografico? Per voi lettori questo ed altro!

Scritto da Style24.it Unit
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