Chi è Edith Bruck: scrittrice e testimone degli orrori della Shoah

L'infanzia stravolta dalla follia nazista l'ha portata a farsi portavoce delle vittime, come lei, degli orrori della Shoah. Ecco la storia di Edith Bruck.

A causa dell’età, del tempo trascorso, sono ormai pochissimi i testimoni di quelli che sono stati gli orrori della Shoah. Tra questi c’è la scrittrice e sceneggiatrice Edith Bruck. Scopriamo qualcosa di più su chi è la vincitrice del Premio Strega Giovani 2021.

Chi è Edith Bruck

All’anagrafe Edith Steinschreiber ma diventata successivamente nota come Edith Bruck, nasce a Tiszabercel in Ungheria il 3 maggio del 1931. Ultima di sei figli di una famiglia di religione ebraica, sin dalla sua tenera età vive sulla propria pelle le discriminazioni e gli orrori a cui sono sottoposti gli ebrei.

È infatti il 1944 quando appena tredicenne viene deportata dal ghetto di Sátoraljaújhely, fino a quel momento la sua dimora, ad Aushwitz e successivamente in altri campi di concentramento tedeschi come Dachau e Bergen-Belsen, da dove verrà finalmente liberata nell’aprile del 1945.

A non avere la stessa fortuna di Edith, purtroppo saranno gli altri famigliari tra cui i genitori e uno dei fratelli.

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Chi è Edith Bruck: la vita dopo i campi di concentramento

Dopo la terribile esperienza nei campi di concentramento Edith Bruck cerca di ricostruire la propria vita, cercando dapprima di rientrare in Ungheria, in quella che era la sua casa, un anno dopo invece tenta un ricongiungimento con una delle sorelle sopravvissute, in Cecoslovacchia, ma senza successo.

Nel 1948 invece raggiunge Israele e per evitare il servizio militare si sposa con l’uomo di cui ancora oggi porta il cognome. Ma sei anni dopo, non riuscendo a trovare la pace tanto cercata, lascia il paese per trasferirsi a Roma dove resta definitivamente.

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Chi è Edith Bruck: l’attività come scrittrice e sceneggiatrice

Nella Capitale inizia la sua attività come scrittrice con il suo primo racconto autobiografico dal titolo “Chi ti ama così”, una doppia fatica visto che oltre a dover raccontarsi, lo fa in lingua italiana che ai tempi stava ancora imparando. Sempre a Roma entra in contatto con altri importantissimi esponenti della letteratura italiana come Vittorini, Sereni, Montale, Ungaretti ed anche Primo Levi, quest’ultimo testimone come lei della tragedia della Shoah. Oltre alla sua attività letteraria, nel corso degli anni Edith porta avanti diverse collaborazioni con le più importanti testate giornalistiche italiane: Il Corriere della Sera, La Stampa e Il Tempo tra tutte.

Sono oltre la ventina le opere letterarie scritte dalla Bruck, senza contare le sceneggiature teatrali, televisive e cinematografiche. Nel 1958 poi, prenderà anche parte in qualità di attrice al film cult “I soliti ingnoti”, di Mario Monticelli. A recitare accanto a lei altri grandi pilastri del cinema italiano come “il principe della risata” Totò, Vittorio Gassman, padre dell’altrettanto famoso Alessandro Gassman e il celebre Marcello Mastroianni.

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L’incontro con Nelo Risi

Frequentando l’ambiente letterario romano Edith Bruck conosce il poeta e sceneggiatore Nelo Risi, che successivamente sposa, iniziando così un lunghissimo periodo di sodalizio artistico e sentimentale durato sessant’anni.

È il 2015 quando Risi viene a mancare a causa di una lunga malattia. Un triste evento che segna molto la donna, che trasforma il suo dolore ancora una volta in arte, dedicando al proprio amato tre opere come “La rondine sul termosifone”, “Ti lascio dormire”, “Versi vissuti” e “Poesie”.

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Curiosità

Grazie al suo impegno letterario e alla sua instancabile opera di divulgazione di ciò che è stata la Shoah, Edith Bruck ha ricevuto molti riconoscimenti come la laurea honoris causea in Filologia moderna nel 2019 e l’onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2021.

Nello stesso anno Edith Bruck riceve anche una visita da Papa Francesco, che ha voluto omaggiarla e ringraziarla per essersi fatta portavoce di chi, come lei, ha vissuto sulla pelle la follia nazista.

Scritto da Arianna Giago
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vlady
28/03/2022 20:16

Grazie per aver riguardato e ripensato alla vita di uan persona che ha fatto e fa parte ancora della brutta storia “LA SHOAH”

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