Dimmi la verità, Rai uno può scendere più in basso di così?

Per la serie non c'è mai limite al peggio dal 13 gennaio su Rai uno va in onda la seconda edizione del game show Dimmi la verità, condotto da Caterina Balivo. Per chi non l'avesse mai visto, e spero siate in tanti, il momento clou del gioco consiste nel mettere alla berlina gli ospiti in studio, che vengono interrogati sulla sincerità dei sentimenti che li legano al partner, presente all'operazione e a sua volta interrogato.

Le risposte vengono verificate attraverso una macchina della verità e il divertimento del pubblico dovrebbe consistere nel cinico piacere di vedere sbugiardati dal marchingegno in studio le dichiarazioni d'amore dei vip.

Qualche esempio di interrogatorio? Questa settimana, tra i concorrenti, c'erano Lory Del Santo col suo sconosciuto e giovane compagno. Domanda per la Del Santo: lasceresti il tuo fidanzato per un uomo di potere? Risposta: no, ma la macchina della verità dice che è una bugia.

Domanda per il fidanzato: stai con Lory solo per avere pubblicità? Risposta: assolutamente no, correzione della macchina: assolutamente sì.

Ovviamente chi si presta a questo gioco al massacro, a questa squallida esposizione della propria privacy, sono i soliti nomi in declino (o mai "decollati") del mondo dello spettacolo che, pur di apparire in una tv che li cerca sempre di meno , sono disposti a qualsiasi cosa: dal bere sangue di mucca alla Talpa a fare la fame su un'isola invasa da zanzare e cameraman.

Fino appunto a parlare della sincerità dei propri rapporti sentimentali, con un pubblico che sussulta di piacere ad ogni bocciatura della macchina della verità.

Il direttore di Rai uno, Fabrizio Del Noce , ha sempre sottolineato con orgoglio di non avere mai permesso la messa in onda di un reality show sulla prima rete, a garanzia della qualità che il più importante canale della tv di stato dovrebbe sempre garantire. Come se questa roba fosse meglio dei peggiori reality e non solleticasse i peggiori istinti del pubblico.

Tra l'altro, ultima considerazione: la presentatrice e gli autori potrebbero almeno evitare di presentare quel marchingegno pseudoscientifico come infallibile? Anche perché, se davvero così fosse, ce ne sarebbe uno per aula di tribunale e non avremmo più bisogno di pubblici ministeri e avvocati. E vivremmo tutti in un mondo migliore, magari pure senza la Balivo in televisione!

Scritto da Style24.it Unit
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