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6 Novembre 2026

Esposizione di moda dal 1800 al 1920 al Castello Visconteo di Novara

Moda, dipinti e accessori narrano l’evoluzione del gusto dal primo Ottocento ai venti del Novecento.

Esposizione di moda dal 1800 al 1920 al Castello Visconteo di Novara

Dal 31 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospita una rassegna unica nel suo genere, curata da Elisabetta Chiodini. L’evento nasce dalla collaborazione tra METS, il Comune di Novara e la Fondazione Castello di Novara, con il sostegno della Regione Piemonte, della Commissione Europea e di numerosi sponsor privati. L’obiettivo è ricostruire, attraverso dipinti, abiti e oggetti, l’evoluzione della moda e del costume dal primo Ottocento fino agli anni Venti del Novecento.

Il percorso storico in otto tappe

La mostra è suddivisa in otto sezioni, ognuna delle quali segue un decennio chiave della moda occidentale. Le sale del castello, ricavate dal periodo medievale, diventano un vero e proprio teatro del tempo, dove le opere pittoriche dialogano con gli indumenti provenienti da collezioni pubbliche e private.

Sezione 1 – Prime decadi del XIX secolo

Gli ambienti iniziali ospitano ritratti di Andrea Appiani, tra cui Madame Pétiet (1800) e la Contessa Francesca Ghirardi Lechi (1803). I vestiti mostrati sono abiti neoclassici a vita alta, realizzati in lino o mussolina indiana, con cinture a coulisse che richiamano le statue greco-romane riscoperta dalle scoperte di Ercolano e Pompei. Accanto ai dipinti si trovano i primi spencer e le tuniche più corte, segnali di una sartoria in evoluzione.

Sezione 2 – Anni 1840-1850

Le silhouette si ampliano grazie alle crinoline e alla successiva “gabbia” di Auguste Parson (1856). Le gonne, enormi e voluminose, sono il simbolo di uno status sociale che si afferma a spese di mobilità. I volti dipinti da Francesco Hayez, come Matilde Juva Branca (1851) e la Contessa Antonietta Tarsis Basilico (1851), mostrano la ricchezza dei tessuti e dei dettagli ornamentali.

Sezione 3 – Anni 1860

Con l’avvento di Charles Frederick Worth, la crinolina si riduce drasticamente al davanti, mentre il retro resta più pieno. Il risultato è una gonna più snella ma ancora elegante. In questa sezione emergono dipinti di Silvestro Lega (1862) e Giovanni Boldini (1869) che illustrano la transizione verso una silhouette più moderna.

Sezione 4 – Anni 1870

Il “sellino” o cul-de-Paris sostituisce la crinolina, creando un volume posteriore più accentuato. Gli abiti si arricchiscono di drappeggi, nastri e merletti, mentre le giacche aderenti a bottonatura lineare segnano la nuova tendenza. Dominiamo i lavori di Domenico Induno (Un dramma domestico, 1873) e Giuseppe De Nittis (Alle corse dei cavalli, 1874).

Sezione 5 – Anni 1880

Il passaggio alla fine del secolo porta una spalla più ampia e una linea a “petto di colomba”. Un abito di Marianna Cantelli, in velluto cesellato con drappeggio viola, è accostato al pastello Foglie d’autunno di De Nittis (1883-84) e al ritratto di Daniele Ranzoni (1880). Questi capi testimoniano la crescente influenza della sartoria milanese.

Sezione 6 – Anni 1890

Le gonne si semplificano, ma le maniche diventano il vero elemento decorativo. Dalle leggere increspature alle maniche ampie e voluminose, il cambiamento è evidente nei dipinti di Edoardo Gelli (En passant, 1896) e nei completi della Sartoria Laura Lombardi (1893-96).

Sezione 7 – Fumo e emancipazione femminile

Una piccola sala raccoglie opere tra il 1865 e il 1924 che mostrano donne intente a leggere, conversare o sorseggiare caffè, sempre accompagnate da una sigaretta. Le scene di Federico Faruffini (La lettrice, ca. 1865) e Pietro Marussig (Donne al caffè, 1924) evidenziano il ruolo del fumo come simbolo di indipendenza e di cambiamento culturale.

Sezione 8 – Prima parte del XX secolo

Gli ultimi tre decenni del XIX e i primi venti del XX presentano la trasformazione da una silhouette a “S” (corsetto stretto) a una linea più dritta e comoda, con cinture basse e orli più corti. I ritratti di Vittorio Matteo Corcos (Yole Moschini Biaggini, 1907), Giovanni Boldini (Mademoiselle De Nemidoff, 1906) e Felice Casorati (Le ereditieri, 1910) illustrano questa evoluzione stilistica.

Informazioni pratiche per la visita

Gli orari di apertura sono dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00, con aperture anticipate alle 9:00 in alcuni giorni selezionati. I biglietti costano €15 per l’intero, €13 per ridotto feriale e €11 per ridotto weekend; sono previste tariffe speciali per gruppi, scolaresche e famiglie. La prenotazione è obbligatoria per le fasce promozionali. L’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni, per disabili al 100% e per accompagnatori di persone con disabilità.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.