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5 Novembre 2026

Maratona di New York: Rachel Apa soccombuta a una rara forma di rhabdo

Una giovane atleta si è spenta a pochi chilometri dal traguardo di una maratona: la causa è stata la rara rhabdomiolisi, una condizione che può colpire chi spinge i muscoli oltre il limite.

Maratona di New York: Rachel Apa soccombuta a una rara forma di rhabdo

Nel corso della TCS New York City Marathon, domenica, la 24enne Rachel Apa di Lewisberry, Pennsylvania, è collassata a circa due miglia dal traguardo. Dopo i primi soccorsi sul percorso, è stata trasportata in ambulanza al Lenox Hill Hospital, dove è deceduta poche ore dopo.

Il padre di Rachel, Steve Apa, ha confermato alle autorità che la causa ultima è stata la rhabdomiolisi, una patologia muscolare rara ma potenzialmente letale. La famiglia ha dichiarato che la giovane non aveva problemi di salute noti e si era preparata con regolarità per la gara.

Il crollo a due miglia dal traguardo

Secondo le testimonianze dei soccorritori, la corridora ha manifestato improvvisa debolezza e difficoltà a mantenere il passo intorno al miglio 24. Un volontario ha tentato la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e i medici hanno utilizzato un defibrillatore prima del trasporto in ospedale. Nonostante gli sforzi, la condizione è peggiorata rapidamente, portando al decesso.

Cos’è la rhabdomiolisi e perché può colpire gli sportivi

Meccanismo fisiologico

La rhabdomiolisi si verifica quando le fibre muscolari subiscono una rottura intensa, rilasciando nel sangue proteine, elettroliti e mioglobina. Questo “versamento” può causare gravi squilibri elettrolitici e, soprattutto, danni ai reni, che faticano a filtrare le tossine in eccesso.

Fattori di rischio

Se da un lato l’attività fisica intensa è una delle cause più comuni, la condizione può anche derivare da traumi, crisi epilettiche, esposizione prolungata al calore, infezioni gravi o l’uso di farmaci tossici. Per i corridori, fattori aggravanti includono disidratazione, temperature elevate, sprint improvvisi, allenamenti non abituali e carichi di lavoro eccessivi rispetto al livello di condizionamento.

Segnali da non ignorare e consigli per chi si allena

Gli esperti sottolineano che i sintomi della rhabdomiolisi possono emergere durante l’attività stessa o subito dopo. Tra i segnali più affidabili troviamo: dolore muscolare sproporzionato rispetto allo sforzo, gonfiore, debolezza marcata, urine di colore scuro (simili al tè), vertigini, nausea e calo della capacità urinaria.

Quando compaiono questi elementi, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso. Nei casi più lievi, la terapia consiste in idratazione aggressiva con soluzioni saline e bicarbonato; nei casi più gravi può rendersi necessario il ricorso alla dialisi.

Per ridurre il rischio, gli specialisti raccomandano di aumentare gradualmente intensità e volume degli allenamenti, mantenere un’adeguata assunzione di liquidi, evitare sforzi massimali in condizioni di caldo e ascoltare il proprio corpo. Anche gli atleti esperti non sono esenti: la rhabdomiolisi è spesso il risultato di una combinazione di stress (“multiple-hit phenomenon”).

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.