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14 Ottobre 2026

Guida pratica a deodoranti, antitraspiranti e iperidrosi

Scopri la vera funzione di deodoranti e antitraspiranti e le soluzioni cliniche per chi soffre di sudorazione eccessiva.

Guida pratica a deodoranti, antitraspiranti e iperidrosi

Il deodorante e l’antitraspirante sono spesso confusi, ma svolgono compiti distinti. Il deodorante si concentra sul controllo dell’odore agendo sui batteri che trasformano il sudore in composti odorosi. In aree come ascelle, inguine, glutei e piedi – zone indicate da esperti dermatologi come la dottoressa Mona A. Gohara – la proliferazione batterica è la principale responsabile del cattivo odore.

Come funziona il deodorante e quando è necessario l’antitraspirante

Secondo la dottoressa Shereene Idriss, l’odore nasce quando i batteri incontrano la sostanza più spessa e lattiginosa prodotta dalle ghiandole apocrine delle ascelle e dell’inguine. I deodoranti contengono fragranze o agenti antimicrobici che inibiscono questa trasformazione. Alcune formule naturali si affidano a bicarbonato di sodio o amido di mais per assorbire l’umidità e ridurre la macerazione cutanea, utile soprattutto in stagioni umide o in zone di attrito cutaneo, come segnala la dottoressa Julie E. Russak.

Quando intervenire con un antitraspirante

Se l’eccessiva sudorazione compromette la vita quotidiana, occorre passare a un antitraspirante. Questi prodotti includono composti di alluminio, ad esempio aluminium zirconium o aluminium zirconium tetrachlorohydrex gly che temporaneamente ostruiscono i condotti sudoripari, riducendo la quantità di sudore che raggiunge la superficie della pelle. Il dermatologo Joshua Zeichner sottolinea che gli antitraspiranti tradizionali non diminuiscono la produzione di sudore, ma ne bloccano l’emissione.

Formula clinica: quando è il momento giusto

Una formula clinica rappresenta una versione più potente sia del deodorante che dell’antitraspirante. Quando la sudorazione influisce sulla fiducia, sulla scelta dei vestiti o sul comfort sociale, è consigliabile passare a una formula con concentrazioni più elevate di ingredienti attivi, come gli aluminium salts. La dottoressa Vidya Shivakumar spiega che questi prodotti “temporaneamente chiudono i dotti sudoripari per ridurre la sudorazione”.

Indicazioni pratiche per l’uso

Per massimizzare l’efficacia, l’applicazione deve avvenire su pelle asciutta, preferibilmente prima di andare a letto, quando le ghiandole sono meno attive. Il risultato si mantiene per tutto il giorno, ma può richiedere una nuova applicazione serale se la sudorazione è particolarmente intensa.

Trattamenti medici per l’iperidrosi: dalle opzioni topiche alla terapia invasiva

L’iperidrosi è una condizione medica in cui le ghiandole sudoripare si attivano al di là delle necessità di termoregolazione. Colpisce circa il 4,8 % della popolazione statunitense e si manifesta più comunemente alle ascelle, palmi, piante dei piedi e volto. Esistono due forme: primaria (focalizzata, ereditaria e interrotta durante il sonno) e secondaria (causata da farmaci, patologie tiroidee, diabete, menopausa o infezioni).

1. Antitraspiranti clinici a base di cloruro di alluminio

Questi prodotti, con concentrazioni dal 10 % al 20 %, si applicano di notte su pelle completamente asciutta. Sono disponibili sia da banco (bassa concentrazione) sia su prescrizione (alta concentrazione). L’irritazione cutanea è l’effetto collaterale più comune, gestibile con creme a base di idrocortisone.

2. Salviette prescrittive a base di glicopirronio

Le salviette contenenti glicopirronio (Qbrexza) vengono usate una volta al giorno per le ascelle. Bloccano il segnale nervoso che attiva le ghiandole sudoripare. È fondamentale lavarsi le mani dopo l’uso per evitare secchezza della bocca o visione offuscata.

3. Iontoforesi per mani e piedi

L’iontoforesi prevede il passaggio di una lieve corrente elettrica attraverso acqua di rubinetto mentre le mani o i piedi sono immersi. Questo metodo spegne temporaneamente le ghiandole sudoripare dei palmi e delle piante, con sessioni di 20-30 minuti più volte a settimana, poi ridotte a manutenzione mensile. Non è indicata per persone con pacemaker o metalliche impiantate.

4. Tossina botulinica (Botox)

Il Botox, approvato dalla FDA per l’iperidrosi ascellare grave, può essere impiegato anche per palmi, piante e fronte. Piccole iniezioni bloccano la trasmissione nervosa, con riduzione della sudorazione entro una settimana e durata media di 6 mesi, fino a un anno in alcuni casi. Nei centri di trattamento come le cliniche dermatologiche di New York, è possibile utilizzare sistemi di raffreddamento a cascata d’aria per ridurre il disagio.

5. Farmaci anticolinergici orali

Per sudorazione diffusa, si ricorrono a farmaci anticolinergici come glicopirrolato o ossibutinina. Questi riducono la produzione di sudore a livello sistemico, ma possono provocare secchezza orale, costipazione e visione offuscata. Il medico deve vigilare su eventuali rischi di ipertermia durante attività fisiche o esposizione al caldo.

In caso di sudorazione improvvisa accompagnata da sintomi sistemici (dolore toracico, perdita di peso, febbre), è necessario un rapido intervento medico per escludere cause secondarie potenzialmente gravi.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.