Il virus West Nile continua a preoccupare l’Italia, con un aumento dei casi registrati nelle ultime settimane. Questo virus, trasmesso dalle zanzare, può causare sintomi lievi o gravi, a seconda della persona infetta. Scopriamo insieme i dettagli sui casi recenti, i sintomi e le misure di prevenzione.
Il virus West Nile, noto anche come febbre del Nilo è una malattia trasmessa dalle zanzare che può causare sintomi variabili da lievi a gravi. In Italia, il numero di casi è in aumento, con due decessi registrati. Le autorità sanitarie stanno monitorando attentamente la situazione per prevenire ulteriori diffusione.
I casi di West Nile in Italia
Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono stati confermati 84 casi di infezione da virus West Nile in Italia. Tra questi, 37 casi si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, la più grave. Due decessi sono stati registrati, uno dei quali importato dalle Maldive. La Lombardia è la regione più colpita, con 26 casi confermati, seguita da Piemonte e Veneto, ciascuna con 13 casi.
Le regioni interessate sono 12: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Sardegna. Le province coinvolte sono 47. L’andamento epidemiologico è in linea con quello dello scorso anno, con 89 casi confermati nello stesso periodo del 2026.
Sintomi e forme gravi del virus West Nile
Il virus West Nile può causare sintomi lievi o gravi, a seconda della persona infetta. Circa l’80% delle persone infette non sviluppa alcun sintomo. Nel restante 20% dei casi, possono comparire sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, stanchezza intensa, nausea e talvolta eruzione cutanea e linfonodi ingrossati.
Le forme più gravi del virus West Nile si verificano quando il virus raggiunge il sistema nervoso centrale, causando meningite o encefalite. Questa eventualità, che costituisce l’1% dei casi, rappresenta il rischio maggiore soprattutto per i soggetti fragili o per le persone anziane, nei quali le complicazioni neurologiche possono condurre a conseguenze fatali.
Chi è più a rischio
Le persone più a rischio di sviluppare forme gravi del virus West Nile sono gli anziani, gli immunodepressi e chi soffre di patologie croniche. Per queste persone, è fondamentale adottare misure di prevenzione per evitare il contagio.
Non esiste un vaccino autorizzato per uso umano contro il virus West Nile, né una terapia antivirale specifica. La prevenzione rimane quindi l’arma più efficace. Gli esperti consigliano di utilizzare repellenti contro le zanzare, indossare abiti chiari e coprenti nelle ore serali, installare zanzariere alle finestre e eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e contenitori presenti nei giardini e sui terrazzi.
In presenza di febbre elevata, soprattutto se accompagnata da mal di testa intenso, stato confusionale o altri sintomi neurologici durante la stagione estiva, è importante contattare tempestivamente il proprio medico. La comunità scientifica concorda sull’importanza di rafforzare le misure di prevenzione e le attività di monitoraggio sull’intero territorio nazionale.
Il virus West Nile è una malattia legata alla presenza delle zanzare comuni, quindi è normale assistere a un picco nei mesi più caldi. Per prevenire conseguenze più severe, viene raccomandata un’adeguata protezione dalle zanzare, in modo da limitare la probabilità di punture. Per ridurre l’incidenza del virus, occorrerebbe un’attività maggiore e intensa di disinfestazione, da effettuarsi prima del periodo estivo, in particolare in primavera.



