Un documentario prodotto e voluto dalla grande rock band inglese
C’è stato un tempo in cui la contrapposizione Beatles – Rolling Stones aveva raggiunto proporzioni degne di altri scontri fondamentali della storia dell’uomo quali “Pandoro vs Panettone”, “Pizza vs Calzone”, “Boxer vs Slip”, fino ad arrivare all’insolubile dilemma “Cane vs Gatto”.
Mick Jagger, Keith Richards e compagnia bella lo ammettono apertamente: il gruppo con la linguaccia più rossa del mondo ha scelto di interpretare il ruolo dei cattivi e dei trasgressivi, perché quello dei giusti e buoni era stato loro scippato dai rivali.
Un’analisi di tutto rispetto, come non ne mancano in The Rolling Stones – Crossfire Hurricane, il documentario diretto da Brett Morgan distribuito nelle sale italiane da Microcinema, solo per un periodo limitato di tempo (29 e 30 aprile).
Realizzato allo scopo di festeggiare i 50 anni di attività del gruppo, ultimamente tornata anche in fase di live e poco disposta a fermarsi, il film vede Jagger, Richards, Watts e Wood nel ruolo di produttori esecutivi, con tutto ciò che ne consegue (in termini positivi: l’accesso a materiali d’archivio e interviste esclusivo; in termini negativi: la natura del tutto autocelebrativa dell’operazione cinematografica).
Crossfire Hurricane – titolo preso di peso dalle prime parole del testo di Jumpin’ Jack Flash – racconta la storia dei Rolling Stones sin da quando erano degli adolescenti ossessionati dal blues fino all’attuale stato di leggende del rock, passando ovviamente per le defezioni di Bill Wyman e Mick Taylor, commemorando la morte di Brian Jones, e non lesinando infine qualche accenno agli abusi di alcol e droghe e sesso.

