La Terapia familiare, sistemica e psicoanalitica

A volte, non è possibile affrontare i problemi di natura psicologica individualmente. Occorre la partecipazione della famiglia al completo, affinché si possa risolvere un conflitto con maggiore facilità e curare la correlata patologia. E’ questo l’obiettivo della terapia familiare.

Influenza della famiglia
La famiglia ed i legami che da essa derivano già durante l’infanzia costituiscono, per l’individuo, esperienze primordiali.

La famiglia consta di un insieme di relazioni, per mezzo delle quali insorgono spesso conflitti, che creano – a loro volta – problemi di natura psicologica.

L’influenza esercitata dalla famiglia è così grande, che incide anche sulle nostre relazioni con gli altri. Per questo, i famosi “panni sporchi“, spesso tenuti segreti all’interno della famiglia, spesso emotivamente pesanti da sostenere (es. adulterio, figli illegittimi, adozioni, suicidi), possono essere l’origine di disagio in seno al gruppo familiare.

Principio della psicoterapia familiare
Certi comportamenti sono difficili da eliminare, ma l’aiuto di uno Specialista è indispensabile per imparare a controllarli. Si tratta di psicoterapia della famiglia, la quale include, oltre il paziente, gli altri membri della famiglia.

La terapia familiare parte del principio, secondo il quale non è possibile curare un paziente senza analizzare tutte le interazioni che regolano il funzionamento della famiglia stessa. Vengono usati schemi di terapia di gruppo per esporre i problemi, imparare a superare le crisi e chiarire che cosa non è mai stato detto.

Durante la terapia viene incoraggiata la comunicazione tra i diversi membri della famiglia: più che cercare di conoscere le cause di un comportamento, se ne osservano i loro effetti.

A chi è rivolta la famiglia terapia?
È indirizzata alle famiglie in cui uno dei componenti presenta un grave problema psicologico, psicotico (schizofrenia), nevrotico (ipocondria, fobie, crisi isterica) o anche i problemi del comportamento alimentare.

Che cos’è la “volta buona”?
C’è un momento particolare in cui è fondamentale iniziare una terapia familiare. Gli Specialisti ritengono che le sessioni debbano iniziare quando il figlio (o padre) presenta i primi sintomi di problemi psicologici, i quali – a loro volta – causino conflitti in famiglia.

Tecniche della famiglia di psicoterapia
Le principali terapie utilizzate dagli specialisti sono, sostanzialmente, due:

• Terapia sistemica: questo metodo considera la famiglia come un sistema, in cui i loro membri dipendono reciprocamente tra loro (metodo mutuato dalla teoria della comunicazione della c.d. “Scuola di Palo Alto”).

In altre parole, si tratta di analizzare globalmente il comportamento derivante dalle relazioni tra i membri della famiglia medesima e di decodificare le rispettive interazioni, tanto verbali quanto emotive.

Il compito più difficile per lo Specialista è, certamente, quello di individuare uno schema di comportamento, trovarne i “punti deboli” ed eliminarli progressivamente, al fine di ripristinare un clima di equilibrio e di reciproca di comprensione.

Terapia psicoanalitica: questo metodo consiste, invece, nel comprendere la struttura dei conflitti interpersonali in seno alla famiglia, mediante il ricorso ai concetti – appunto – psicoanalitici.

Se il cuore del problema è il bambino, lo Specialista cercherà di decifrare il modo in cui i genitori possano proiettare, sebbene inconsciamente, determinati conflitti psichici.

L’analisi dei conflitti trans-generazionali può, infatti, anche formare parte del programma: controversie irrisolte tra generazioni (genitori e nonni) possono danneggiare il bambino e causare un problema.

Come si sviluppano le sessioni della terapia?
Il momento più importante di cui consta la terapia è, in primo luogo, l’incontro con la famiglia nella sua interezza. Esso costituisce l’oggetto delle prime tre sessioni.
In generale, l’orientamento sistemico delle terapie familiari impone che esse vengano eseguite in due camere, con due Terapisti diversi. Il primo rimane nella stanza con la famiglia, mentre il secondo si trova nella stanza accanto, dietro un vetro e video-registra la sessione. Quindi analizza le interazioni.

Nella terapia psicoanalitica, invece, si tengono delle classiche sedute in cui ogni membro si esprime liberamente. Ciò non vieta, comunque, al terapeuta di prendere l’iniziativa e introdurre un dibattito.

Aspetti pratici.
La tariffa prevista per una consultazione sulla terapia familiare si aggira tra 40 e 130 euro. Alcune volte, l’ordinamento di previdenza sociale rimborsa parte della somma versata, se a condurre la terapia è un medico-psichiatra.

Le terapie familiari possono essere eseguite in Studi professionali privati, negli ospedali o nei Centri di studio di psicologia della famiglia. La durata di ciascuna sessione è di circa un’ora e mezza. È consigliabile ripeterle frequentemente nell’arco di un mese (tre volte, per esempio).

Scritto da Valeria Citraro
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