Smart working in barca: tutto quello che devi sapere sul sail working

Con l'arrivo dell'estate è più difficile lavorare in smart working, ecco quindi la sua nuova declinazione: tutto quello che devi sapere sul sail working.

Con la pandemia da Coronavirus e il conseguente lockdown anche in Italia è arrivato lo smart working per i lavoratori dipendenti, una modalità non di certo sconosciuta ma fino ad ora utilizzata principalmente dai lavoratori autonomi. Si è così scoperto un nuovo modo di lavorare da casa, che pur avendo un sacco di vantaggi alla lunga può anche sviluppare alcuni aspetti negativi, come quello di essere confinati all’interno delle mura di casa propria per troppo tempo.

Complice anche l’arrivo dell’estate però, lo smart working ha assunto una nuova declinazione molto allettante: il sail working, letteralmente lo smart working a bordo di una barca. Scopriamo nello specifico di cosa si tratta.

Smart working in barca: cos’è

I nomadi digitali già da tempo utilizzano lo smart working per poter lavorare praticamente ovunque si trovino. Con il tempo questa possibilità si è fatta ancora più concreta grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie che permettono di essere sempre connessi, che ci si trovi su una spiaggia, in montagna, in un aero in mezzo alle nuvole o su una barca in mezzo al mare.

La prima in Italia ad adottare il sail working è stata l’agenzia online Tiketcrociere, che ha selezionato tra i propri dipendenti un team di sette persone per un primo viaggio-test a bordo di Costa Smeralda.

L’obiettivo è quello di trovare nuovi modi di pensare ad un ambiente di lavoro sempre più elastico e meno stressante, in un periodo caratterizzato ancora da privazioni soprattutto sociali, a causa dell’alto rischio di contagio.

Sulla nave infatti si entra ovviamente solo dopo aver fatto il test che attesta la negatività al virus, in più non c’è l’obbligo del coprifuoco e, sempre rispettando le norme di sicurezza anti contagio, è possibile recarsi liberamente nelle strutture presenti sulla nave come palestra, teatro e piscina. Tutti modi utili per rilassarsi dopo il lavoro e ritornare ad una semi normalità riuscendo anche a socializzare con altre persone.

smart working in barcaSmart working in barca: cose da sapere prima di partire

Se l’immagine di te cullato dalle onde del mare mentre lavori al pc e magari sorseggi un buon cocktail con tanto di ombrellino, ti è bastata per convincerti a partire, ci sono alcune cose che devi necessariamente sapere: prima di tutto, se sei un lavoratore dipendente prima di prendere la decisione definitiva devi almeno avvisare il tuo capo, cosa non necessaria ovviamente, se si è lavoratori autonomi.

In secondo luogo poi, è importante disporre sempre di una buona connessione ad Internet, un fattore che per esempio potrebbe determinare la scelta tra nave da crociera o barca a vela. Se sulle prime ormai non è più un problema, non è lo stesso per imbarcazioni decisamente più ridotte come le seconde. Una soluzione comunque potrebbe essere l’hotspot mobile, ovvero la possibilità di utilizzare Internet da pc collegandolo ai dati dello smartphone. Ultimo, ma non per importanza, il consiglio di munirsi di batterie esterne abbastanza potenti, per poter lavorare davvero ovunque senza essere costretti a dover vagare per la nave alla ricerca di una fonte di elettricità per alimentare i dispositivi.

smart working in barcaSmart working in barca: non è una vacanza, anche se…

Sembrerà scontato dirlo, ma è bene ricordare che seppur in mezzo al mare, non si è di certo in ferie. Il sole, la salsedine e quel senso di libertà trasmesso dalla vita tra le onde, potrebbero distogliere l’attenzione dagli impegni lavorativi. Per questo bisognerà imparare fin da subito a gestire i giusti tempi tra lavoro e svago.

Dopo tutte queste accortezze sei ancora sicuro di voler partire? Non dimenticarti la protezione solare! In mezzo al mare, non averla, potrebbe essere un problema.

Scritto da Arianna Giago
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