Revenge porn maestra di Torino licenziata: condanna per la direttrice

Maestra d'asilo di Torino vittima di revenge porn nel 2018: richiesta la condanna per la preside che l'aveva licenziata e per una mamma.

Ci sono sviluppi sul caso della maestra di Torino vittima di revenge porn. Sono infatti state richieste le condanne sia per la direttrice dell’asilo che l’aveva licenziata e sia per la mamma che aveva contribuito a diffondere il video minacciando la vittima.

Secondo la pm Chiara Canepa “fu una vera e propria gogna scolastica“.

Maestra di Torino: condanna per la direttrice

Si è trattata di una “vera e propria gogna scolastica” per il pm Chiara Canepa quella che ha subito la giovanissima maestra d’asilo del Torinese che aveva perso il lavoro dopo aver subito un episodio di revenge porn. Tutto era accaduto nella primavera del 2018 quando l’ex fidanzato aveva reso pubbliche 28 foto e due video privatissimi che la ritraevano, chiaramente senza consenso della ragazza.

Materiale che, dalla chat di calcetto, è arrivato alle mamme dei bambini che frequentavano l’asilo dove lei insegnava che hanno spinto per un suo licenziamento. In questo modo la ragazza è stata doppiamente umiliata. Ora, nel processo che la riguarda, il magistrato ha chiesto una condanna sia per la direttrice dell’istituto che ha licenziato la giovane e sia per la mamma che ha contribuito a diffondere il video e ad umiliare la ragazza.

Sono stati richiesti 14 mesi per la prima e 12 mesi per la seconda. I reati contestati vanno dalla violenza privata, alla diffamazione, alla diffusione indebita di immagini.

La preside si difende e racconta la sua versione dei fatti. “Il problema non sono state le foto. Mi sono sentita presa in giro. La maestra prima mi ha detto che voleva andarsene e che voleva dare le dimissioni. Io non ero d’accordo. Poi ha cambiato idea. Numerosi genitori erano intenzionati a togliere i propri figli dall’asilo”. Poco dopo il fatto era stato indetto in fretta e furia un consiglio docenti per capire come gestire la situazione e proprio lì la ragazza sarebbe stata messa alla gogna e costretta alle dimissioni. “Lei è arrivata senza essere convocata perché io le avevo consigliato di tornare a casa visto che non era nelle condizioni di lavorare – avrebbe raccontato la dirigente secondo quanto riporta Repubblica -. Mi disse che io mi ero inventata tutto e che nessuno sapeva niente e a quel punto chiesi alle altre maestre cosa sapevano sull’argomento: tutte mi dissero che erano a conoscenza delle foto inoltrate”. L’insegnante aveva quindi chiesto di andarsene firmando le dimissioni e subito dopo, secondo la direttrice, sarebbe stata richiamata per ritrattare ma avrebbe risposto “Ci vediamo in tribunale”. “Non volevo licenziarla, è stata lei a raccontarmi cosa era successo e che non poteva più lavorare nel nostro istituto perché non riusciva a guardare in faccia i genitori dei bambini perché tutti sapevano” ha aggiunto la direttrice.

Leggi anche: Consulta: tutte le vittime di violenza avranno il patrocinio statale

Scritto da Evelyn Novello
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