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14 Luglio 2026

Remigrazione e cittadinanza: il dibattito tra Marianna Aprile e Roberto Vannacci

Marianna Aprile e Roberto Vannacci si scontrano in tv sulla remigrazione e la cittadinanza, con battute pungenti e posizioni contrastanti.

Remigrazione e cittadinanza: il dibattito tra Marianna Aprile e Roberto Vannacci

Il tema della remigrazione ha acceso un acceso dibattito tra la giornalista Marianna Aprile e l’eurodeputato Roberto Vannacci durante una puntata di In Onda su La7. Le loro posizioni contrastanti hanno portato a uno scambio di battute pungenti e a un confronto acceso su integrazione, cultura e diritti.

Le posizioni di Vannacci sulla remigrazione e cittadinanza

Vannacci ha illustrato la sua idea di rimpatrio degli immigrati che, a suo giudizio, non si assimilano alla cultura italiana. Ha ipotizzato anche la revoca della cittadinanza per chi possiede una doppia nazionalità e commette reati. “Se lei ha un ospite in casa sua che non si comporta secondo le regole, lo accompagna all’uscita”, ha affermato, usando un paragone familiare per spiegare la sua posizione.

Secondo Vannacci, anche gli immigrati regolari potrebbero essere rimpatriati se non dimostrano di essersi assimilati alla cultura italiana. Ha citato statistiche secondo cui una parte significativa dei giovani musulmani in Francia e Germania preferirebbe la sharia alle leggi dello Stato. “Ci sono due strade: o si assimilano all’Italia o non vogliono far parte della nostra cultura e della nostra civiltà”, ha dichiarato.

Lo scontro tra Aprile e Vannacci

Marianna Aprile ha cercato di chiarire se, secondo Vannacci, la religione fosse uno dei principali elementi di incompatibilità culturale. Vannacci ha ribadito che nessuna legge religiosa dovrebbe prevalere su quella dello Stato, trovando inizialmente il consenso della giornalista. Tuttavia, il confronto si è acceso quando Vannacci ha cercato di ribaltare il confronto con una domanda.

“Sto facendo io le domande, qui i ruoli sono ben definiti se permette”, ha risposto Aprile. “Che fa, come nei polizieschi americani? Dicendo qui le domande le facciamo solo noi?”, ha replicato ironicamente Vannacci. Il confronto è diventato sempre più serrato, con battute pungenti e repliche taglienti.

Il confronto sull’Articolo 3 della Costituzione

La parte finale del dibattito si è concentrata sul profilo costituzionale delle proposte di Vannacci. Aprile ha obiettato che le sue proposte erano incompatibili con l’Articolo 3 della Costituzione, che garantisce l’uguaglianza di tutti i cittadini. Vannacci ha risposto che la gamma di atti gravi per cui viene revocata la cittadinanza potrebbe essere ampliata.

“Perché la gamma di atti gravi per cui viene revocata la cittadinanza non può essere ampliata anche ad altre azioni?”, ha chiesto Vannacci. Aprile ha concluso richiamando nuovamente il quadro costituzionale: “Perché c’è una questione di costituzionalità”.

Il dibattito ha mostrato chiaramente le posizioni contrastanti tra Aprile e Vannacci, con un confronto acceso che ha toccato temi delicati come l’integrazione, la cultura e i diritti dei cittadini.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.