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22 Luglio 2026

Pupetta, il coraggio e la passione: cast e trama fiction con Arcuri

Inizia questa sera la fiction che ha provocato molte polemiche per la controversa descrizione della protagonista Lungamente rinviata, forse proprio a causa delle inevitabili diatribe ... Leggi tutto

Inizia questa sera la fiction che ha provocato molte polemiche per la controversa descrizione della protagonista

Lungamente rinviata, forse proprio a causa delle inevitabili diatribe che avrebbe scatenato la sua messa in onda, viene trasmessa alle 21.15 da Canale 5 la fiction Pupetta, il coraggio e la passione con protagonista Manuela Arcuri (ancora una volta un’endiadi nel titolo per la formosa attrice).

Diretta dal regista Luciano Odorisio e interpretata da Tony Musante, Ben Gazzara (morto il 3 febbraio dell’anno scorso), Luigi De Filippo,  Barbara De Rossi, Stefano Dionisi, Eva Grimaldi e Massimiliano Morra, la serie racconta una versione romanzata, come ammesso dai produttori, della storia di Assunta “Pupetta” Maresca, una delle vicende più famose nella storia della camorra.

La donna infatti è stata la moglie del boss Pasquale Simonetti, ed è stata condannata per l’uccisione di Antonio Esposito, suo testimone di nozze ma anche rivale del marito e mandante dell’omicidio che l’ha lasciata vedova. Nella realtà Assunta ha poi avuto vari figli, alcuni affiliati alla camorra, e si è nuovamente sposata con Umberto Ammaturo, ennesimo rappresentante della criminalità organizzata, con cui si è macchiata di altri delitti.

La fiction in quattro puntate racconta quindi la sua sanguinosa vicenda, anche se in maniera incompleta e favolistica, come confermato da Assunta stessa: 

“Ho ritrovato nella Arcuri la mia tempra, anche se mi spiace che nel film si sia deciso di cambiare il mio nome in Pupetta Marico. Vorrei che la gente capisca chi ero al di là dell’immagine pubblica che mi è stata cucita addosso. Prima di arrivare a impugnare quella pistola, avevo denunciato più volte il mandante dell’omicidio di mio marito. Se la giustizia avesse fatto il suo corso non sarei arrivata a tanto. Non è stato un omicidio preterintenzionale, mi avrebbero uccisa”.

Dal canto suo la Arcuri non sembra essersi particolarmente preoccupata dal dilemma morale insito nella scelta di ritrarre troppo positivamente una criminale feroce come la Maresca, ma invece ha voluto sottolineare le grandi potenzialità del personaggio:

È il ruolo più bello, forte, difficile che abbia interpretato fino ad oggi una donna con un grande coraggio che ha sfidato la camorra diventandone poi lei stessa un boss temuto. Un’eroina tra virgolette, beninteso, perché è pur sempre una protagonista della cronaca nera della sua epoca. Ma l’aspetto che sottolineiamo nella fiction è quello della sua forza“.

Conoscendo l’abilità attoriale dell’attrice, e il grande valore della fiction italiana, da sempre accorta nel non esagerare con ritratti troppo affascinanti di feroci criminali, possiamo capire il perché del legittimo e sacrosanto allarme lanciato tra gli altri da don Tonino Palmese, vicepresidente della Fondazione Polis, che si occupa di assistenza alle vittime della criminalità organizzata:

Pur volendo rispettare ed accogliere alcuni ravvedimenti, queste storie andrebbero comunque studiate dalla parte di chi ha subito, di chi è stato ferito. Altrimenti un prodotto come la fiction genera mistificazione e induce a riflessioni contrarie, nelle culture e nelle persone più fragili. E coloro che sono stati vittime di queste dinamiche vengono uccisi una seconda volta.La colpa di tale operazione, beninteso, non è della signora Maresca. Ma dell’editore che preferisce il prurito del denaro e del successo commerciale alla responsabilità etica di chi gestisce i media”.