La pubblicità Nuvenia ha infranto il codice media e minori: i motivi

Lo spot "Nuvenia - Viva la vulva" è stato giudicato inadatto a un pubblico di minori, ma perché tanto scalpore su alcuni fenomeni legati alle donne?

Lo spot Nuvenia – Viva la vulva è stato bollato come inadatto ai minori. Nella seduta del 17 dicembre 2020 il Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori ha ravvisato una violazione del Codice stesso ritenendo che la pubblicità in questione non fosse conforme all’orario di fascia protetta.

Ed è solo l’ultima delle polemiche che hanno come oggetto questo spot.

Pubblicità Nuvenia e minori

La pubblicità di Nuvenia aveva già attirato critiche da ogni dove per il fatto che facesse esplicito riferimento al sangue mestruale e agli organi genitali femminili. A quanto pare il popolo dei social non ha apprezzato la scelta del brand visti i commenti indignati che erano apparsi a fiocchi sotto ai contenuti dei profili di Nuvenia.

Il corpo femminile, d’altronde, è sempre stato un po’ un tabù, così come le mestruazioni e l’intimità, e c’era da aspettarsi che qualcuno avesse da ridire. Di nuovo, però, c’è il fatto che nella seduta del 17 dicembre 2020 il Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori abbia ravvisato una violazione del Codice stesso. Lo spot, quindi, non è adatto ai minori e al centro della questione c’è il fatto che fosse andato in onda in fascia protetta, alle 18.30 del 4 ottobre.

Non sono bastate quindi le spiegazioni del brand che ha parlato di “carattere non esplicito delle immagini, della particolarità del pubblico del programma che le ha ospitate (Pomeriggio 5 n.d.r.), nonché del valore sociale della campagna pubblicitaria nel suo insieme”. Il Comitato ha valutato queste ragioni “non sufficienti a giustificare la messa in onda in fascia protetta di scene che non concorrono all’obiettivo di abbattere i tabù che ancora insistono sulla vita delle donne“. Viene da chiedersi quindi cosa fosse mostrato nel video di tanto sconvolgente. Beh, nello spot si vede una vulva pupazzo e dei frutti o oggetti di uso comune che ne richiamano la forma. Non si può dire, insomma, che sia riscontrabile una palese volgarità o comunque delle scene particolarmente inadatte anche a un pubblico di giovane età.

Nuvenia non è nuova al tentativo di normalizzare, attraverso i suoi spot, un fenomeno del tutto naturale come il ciclo mestruale delle donne, eppure, evidentemente si scontra con una mentalità non ancora sufficientemente aperta ad accogliere questi messaggi. In un mondo dove i più piccoli sono bombardati da messaggi inappropriati e pericolosi trasmessi in ogni dove, sul web soprattutto, condannare pubblicità che richiamano fatti naturali attraverso metafore naif sembra quasi assurdo (come dire, la visione del sangue umano per violenza sì ma in un assorbente no). Un esempio simile per concetto era Tena – Senza Età, lo spot che tentava di rompere il tabù della sessualità delle donne in età adulta, anche in quel caso sommerso da polemiche. Si può concepire che non a tutti siano graditi questi spot però il fatto che non lo siano nemmeno per un organismo ufficiale come il Comitato media e minori fà capire quanto lunga sia ancora la strada per l’eliminazione di alcuni preconcetti.

Scritto da Evelyn Novello
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Chi è Nina Soldano: tutto sull’attrice di Un posto al sole

La nuova collezione di Zara per la primavera 2021: i must have

Leggi anche
  • chi è rachel levineChi è Rachel Levine: la prima sottosegretaria USA transgender

    Rachel Levine è riuscita a superare gli ostacoli della discriminazione ed inserirsi in un team presidenziale che vuole dare voce a tutti.

  • Brescia, 50enne picchia e costringe la compagna ad abortireBrescia, 50enne picchia e costringe la compagna ad abortire

    Un anno di violenze, insulti e minacce fino ad arrivare a costringere la compagna ad abortire: arrestato un 50enne nel Bresciano.

  • donne argentina aborto documentarioLe donne dell’Argentina sono favorevoli all’aborto: il documentario

    Ben prima della legalizzazione dell’aborto in Argentina, il regista Solanas fa eco alle proteste delle donne con il documentario Let it be law.

  • denise coates storiaChi è Denise Coates: la storia della co-fondatrice di Bet365

    Una delle donne più ricche in UK: Denise Coates, CEO di Bet 365, ha intuito le potenzialità del digitale e fatto crescere l’azienda di famiglia.

Contents.media