Psicopandemia, una nuova forma di depressione: cosa fare per contrastarla

La pandemia e le poi restrizioni anti-contagio hanno contribuito ad aumentare i malesseri psicologici. Ecco perché e cosa fare per correre ai ripari.

Il Coronavirus insieme al prolungarsi dello stato di emergenza con tutte le restrizioni anti-contagio che lo caratterizzano, ha contribuito a dare sempre più forma a quel malessere collettivo che gli esperti chiamano “psicopandemia”. Ecco di cosa si tratta nello specifico e cosa fare per affrontarla.

“Psicopandemia”, una forma di depressione: cosa fare

Quando si parla di psicopandemia si vuole intendere un insieme di malesseri psicologici che si manifestano sotto forma di sentimenti negativi come l’ansia, la tristezza, a volte anche la rabbia e soprattutto l’apatia che a dispetto di quanto possa sembrare, può essere pericolosa tanto quanto i sentimenti citati prima.

Alcuni studi hanno dimostrato quanto i disturbi legati all’ansia e alla depressione siano aumentati nell’arco di questi due anni caratterizzati dalla pandemia e dalle restrizioni per cercare di contrastarla.

Gli effetti collaterali si sono inevitabilmente riversati sulle nostre abitudini. Un dato allarmante inoltre riguarda anche l’aumento dei problemi relazionali, un problema che riguarda tutti ma soprattutto i bambini e gli adolescenti.

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L’importanza delle abitudini

È un dato di fatto, l’essere umano è abitudinario. Il fatto che la pandemia abbia costretto tantissime persone a doversi riadattare a nuove quotidianità continuamente e quasi senza preavviso, tra smartworking forzato (attenzione, non vuole essere un’invettiva contro il lavoro da casa, ma è pur vero che non tutti sono portati a sopportarlo) e la così detta “dad” per chi ha figli in età scolare, ha creato nuovi “traumi che hanno influito sugli equlibri di ognuno. Molte coppie, per esempio, sono arrivate a separarsi.

Come dicevamo, tutti questi disagi influiscono sulla nostra psiche che come una sorta di vaso di Pandora si apre mostrando tutti i sentimenti negativi che possiamo arrivare a provare, depressione compresa.

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Lo psicologo può aiutare

Quando si ha una carie si va dal dentista e quando si ha un osso rotto si corre in ospedale. Per gli stessi motivi, quando sentiamo qualcosa che non va dentro di noi, non riusciamo a capire di cosa si tratta e quindi ad affrontarlo da soli, è necessario l’intervento di uno psicologo che può aiutarci a sbrogliare la grande ed intricata matassa che si è formata nella nostra mente.

Non fatevi spaventare dai costi però. Gli psicologi non sono solo quelli privati ma ne esistono di altrettanto bravi anche nei consultori presenti in ogni città. Sono completamente gratuiti e a completa disposizione di chi ne ha bisogno.

Scritto da Arianna Giago
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