Il 14 aprile scorso è stata una data simbolica per celebrare una delle pratiche sessuali potenzialmente più intime ed eccitanti: il cunnilingus. “Potenzialmente” perché esistono ancora dei tabù attorno al sesso orale femminile, che influenzano il modo con cui viene percepito e vissuto dalle persone.
Cunnilingus: per molte, ma non per tutte.
Partiamo dal fatto che sicuramente il nome non agevola la confidenza, ma quali sono le ragioni reali che creano ancora qualche resistenza nei confronti di questa pratica? Prova a spiegarlo Valentina Cosmi, psicoterapeuta e sessuologa SISP e consulente LELO: “Oggi, assistiamo a un fenomeno che ha una doppia sfaccettatura, da un lato infatti, le giovanissime sembrano molto curiose di sperimentare e di conoscere ciò che può provocare piacere. Non è un caso che tra i sex toys disponibili sul mercato quelli per la sessualità femminile in grado di riprodurre la stimolazione orale siano non solo i più conosciuti ma anche quelli che stimolano maggiormente la curiosità e la condivisione. Dall’altro lato, sembra ancora lungo il percorso che potrà portare ad una completa ‘liberazione’ da alcuni pregiudizi, come quello che vede il rapporto orale come una pratica di serie B, come qualcosa di non ‘igienico’ o difficile da richiedere al proprio partner. Le donne, più degli uomini, fanno ancora oggi fatica a riconoscere il diritto di esprimere ciò che da loro piacere”.
Godiamocela.
Dalle nuove generazioni arrivano segnali di un atteggiamento positivo nei confronti del cunnilingus, che diventa quindi una delle pratiche in grado di connetterci più profondamente con l’altro e con noi stesse, perseguendo il fine più caro: il benessere sessuale. Alla base delle “regole” che permettono alle donne di godere appieno delle sensazioni positive date dal cunnilingus, c’è il concetto di “conoscersi e riconoscere ciò che piace e che è in grado di stimolare il piacere e la soddisfazione”, aggiunge Cosmi. “Un aspetto che spesso viene sottovalutato è che attraverso il rapporto orale si ha la possibilità di vivere un’esperienza piacevole scevra da aspetti prestazionali. Per fare questo è importante non aver vergogna né timore di comunicare alla persona che ci sta accanto ciò che apprezziamo e ciò che invece non è di nostro gradimento perché, anche in questo caso, non esistono modi migliori di altri per arrivare al piacere e alla soddisfazione, se non quello che ci fa stare bene”.
E tu, hai provato?


