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16 Settembre 2026

Perché tenere liquidità in banca svuota il portafoglio e la cucina

Il denaro che resta inattivo costa più dell’inflazione, e il cibo scartato svuota il bilancio familiare: numeri che cambiano la prospettiva.

Perché tenere liquidità in banca svuota il portafoglio e la cucina

In Italia molte famiglie mantengono gran parte del risparmio in conti correnti convinte che così il denaro sia al sicuro. Tuttavia, il confronto tra costo-opportunità e rendimento reale mostra un divario preoccupante: gli interessi pagati sui depositi non riescono a coprire l’inflazione e, soprattutto, non sfruttano la crescita dei mercati azionari.

Risparmio inattivo in Italia e in Europa: i numeri che pesano

Uno studio che ha analizzato il comportamento di 6 000 risparmiatori in Italia, Germania e Regno Unito indica che, se le famiglie avessero destinato il 50 % dei risparmi annuali a un portafoglio azionario globale tra il 2015 e il 2025, avrebbero creato 192 miliardi di euro di ricchezza aggiuntiva in Italia, corrispondenti a 7 200 euro per famiglia all’anno. In Germania la stima sale a 526 miliardi, mentre nel Regno Unito a 385 miliardi di sterline (≈ 442 miliardi di euro). Anche un approccio più prudente, investendo solo il 25 % dei risparmi, avrebbe generato 96 miliardi in più nel periodo considerato.

Barriere psicologiche e ruolo della consulenza finanziaria

Il principale ostacolo non è più l’accesso alle piattaforme di investimento, ma la paura di perdere denaro espressa dal 64 % dei risparmiatori intervistati. Al 56 % manca di conoscenze tecniche, e al 48 % manca di liquidità percepita. In Italia, il 45 % degli intervistati si affida principalmente al consulente finanziario rendendo la fiducia un fattore cruciale per passare all’azione. Tuttavia, il 32 % dichiara di non essere interessato a investire, una percentuale più alta rispetto a Germania (28 %) e Regno Unito (26 %).

European Wealth Drain: il costo reale dell’inattività

Un’analisi di Revolut, basata su oltre 20 000 risposte in 20 Stati membri, evidenzia che i depositi a un anno rendono in media il 2,76 % contro un’inflazione del 2,94 %. Il costo opportunità di non investire, calcolato con il rendimento medio decennale dell’ETF MSCI Europe (9,06 %), equivale a una perdita di 638 euro ogni 10 000 euro di risparmi, cioè circa 422 miliardi di euro all’anno a livello continentale. Le cause individuate includono l’inerzia (due terzi dei risparmiatori non cambiano banca), la scarsa comprensione dell’inflazione (46 %) e la frammentazione offerta dalle app finanziarie (45 %).

Spreco alimentare domestico: un peso economico invisibile

Parallelamente alla perdita di valore dei risparmi, le famiglie italiane buttano cibo per un valore stimato di 7,36 miliardi di euro. Il rapporto “Il caso Italia 2026” rileva uno spreco medio di 554 grammi a persona a settimana, corrispondente a oltre due chili per una famiglia di quattro persone, più di 100 kg all’anno. In confronto, Germania (512,9 g), Francia (459,9 g) e Spagna (446,5 g) mostrano livelli più bassi. Lo spreco proviene da acquisti impulsivi, scadenze non controllate e conservazione inefficace, comportando la perdita di risorse economiche, ambientali e energetiche.

Implicazioni europee e prospettive future

Il €10 000 miliardi di risparmi fermi segnalati dalla Commissione Europea rappresentano una risorsa che, se reindirizzata verso gli investimenti, potrebbe coprire una buona parte del fabbisogno annuo di 750-800 miliardi di euro stimato per la digitalizzazione, la transizione energetica e le infrastrutture entro il 2030. Allo stesso tempo, ridurre lo spreco alimentare in Italia anche del 10 % libererebbe risorse pari a circa 735 milioni di euro, creando un doppio vantaggio: minori costi per le famiglie e una maggiore disponibilità di beni primari. Le evidenze mostrano che il passaggio da liquidità inattiva a investimenti diversificati, supportato da una consulenza adeguata e da campagne di educazione al consumo, è la chiave per aumentare la ricchezza reale delle famiglie europee.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.