Chi è Nicoletta Braschi, la moglie di Roberto Benigni

Nicoletta Braschi è l'amatissima moglie e collega di Roberto Benigni. Come suo marito, anche lei è un'attrice e produttrice cinematografica italiana.

Nicoletta Braschi è l’adoratissima moglie del celebre attore e regista italiano Roberto Benigni. Come suo marito, è un’attrice e produttrice della scena cinematografica italiana.

Chi è Nicoletta Braschi

Classe 1960, Nicoletta Braschi è nata a Cesena il 19 aprile da Guido Braschi, direttore della “Confartigianato Imprese”, e Paola De Giovanni, casalinga.

Nel 1980 si trasferì a Roma per studiare recitazione presso l’Accademia nazionale d’arte drammatica. Debuttò a teatro nello stesso anno, con l’opera “Tutti al macello” di Salvatore Cardone. Nel 1981 recitò in un secondo dramma, dal titolo “Novelle esemplari”. Cominciò a lavorare con il futuro marito Roberto Benigni nel 1983, con il film “Tu mi turbi”. Nel 1986 prese ancora parte al cast di un film diretto da Benigni, dal titolo “Daunbailò”.

Tuttavia, Nicoletta Braschi recitò anche in pellicole in cui non era presente Benigni. Ricordiamo, ad esempio, il film “Segreti segreti” del 1984 diretto da Giuseppe Bertolucci, “Come sono buoni i bianchi” del 1987 di Marco Ferreri, “Il tè nel deserto del 1990 a cura di Bernando Bertolucci, “Pasolini, un delitto italiano” del 1995 diretto da Marco Tullio Giordana, “Sostiene Pereira” dello stesso anno, realizzato da Roberto Faenza, e “Mi piace lavorare (Mobbing)” del 2003 con Francesca Comencini.

Nicoletta Braschi: carriera

La Braschi è conosciuta principalmente per le pellicole in cui ha recitato in compagnia di suo marito. Ha partecipato, di fatto, alla realizzazione di film entrati a pieno merito nella storia del cinema.

Tra questi ricordiamo “Il piccolo diavolo” del 1988, per il quale ricevette una candidatura ai nastri d’argento. “Johnny stecchino”, pellicola del 1991, “Il mostro” del 1994 e “La vita è bella”, capolavoro cinematografico con il quale vinse il premio Flaiano, il premio Ciak d’oro e un premio dalla stampa. Per “La vita è bella” venne candidata, inoltre, allo Screen Actors Guild Award al miglior cast.

Nel 2002, sempre collaborando con l’amatissimo Benigni, recitò in “Pinocchio”. Nel 2005 fu protagonista dell’ennesimo film di successo, dal titolo “La tigre e la neve”.

Nel 1998, grazie al film “Ovosodo” diretto da Paolo Virzì, la Braschi ricevette il premio David di Donatello, una candidatura ai Ciak d’oro e una candidatura ai nastri d’argento.

Grazie ai film “Pasolini, un delitto italiano” diretto da Roberto Faenza, e “Lazzaro felice” scritto e diretto da Alice Rohrwacher, ricevette altre due nomination ai nastri d’argento. Per “Lazzaro felice” conquistò, inoltre, anche una candidatura per il David di Donatello.

Nel 2004, con la pellicola “Mi piace lavorare (Mobbing)” a cura di Francesca Comencini, fu vincitrice del Festival de Cine de Mar de Plata e ricevette l’ennesima candidatura ai nastri d’argento.

Nel 2009 si dedicò all’attività teatrale, rappresentando l’opera “Tradimenti”. Nel 2013, sempre a teatro, diede vita al dramma “Giorni felici”. Nel 2016, insieme al marito Roberto Benigni, ricevette il Globo d’Oro alla carriera.

Nicoletta Braschi e Roberto Benigni

Nonostante le numerosissime onorificenze guadagnate, Nicoletta Braschi raggiunse l’apice del successo grazie a “La vita è bella”, film del 1997 diretto da suo marito Roberto Benigni. La Braschi interpretò il ruolo di Dora, moglie di Guido, impersonato dallo stesso Benigni. La pellicola fu premiata nel 1999 con tre premi Oscar. Le categorie in cui il film trionfò furono “miglior film straniero” e “miglior colonna sonora”. Benigni, invece, vinse la statuetta d’oro per la categoria “miglior attore protagonista”.

In particolare, la Braschi sposò Benigni il 26 dicembre del 1991. Da allora, suo marito l’ha sempre considerata la sua musa ispiratrice, dedicandole tutti i suoi traguardi. Ha conquistato l’ultimo di questi proprio ieri, mercoledì 1 settembre, ricevendo alla 78esima edizione del Festival del Cinema di Venezia il Leone d’Oro alla carriera.

Scritto da Giovanna Casale
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