Negli ultimi anni, una nuova tendenza nel campo del benessere sta guadagnando popolarità: le infusioni endovenose, o IV therapy. Questo trattamento, un tempo riservato a contesti clinici, è ora offerto in strutture private come un vero e proprio rituale di bellezza.
Dalle coste di Los Angeles ai centri benessere di Milano le flebo vitaminiche sono diventate un simbolo di self-care avanzato. Ma cosa c’è davvero dietro questa moda? E, soprattutto, funziona davvero?
Le promesse delle infusioni endovenose
Le infusioni endovenose sono pubblicizzate con una serie di benefici che vanno oltre la semplice integrazione vitaminica. Tra le promesse più comuni ci sono energia immediatapelle luminosarecupero post-sportivorafforzamento delle difese immunitarie e persino effetti anti-aging.
In Italia alcune strutture sanitarie private offrono protocolli di IV therapy con vitamine, minerali, aminoacidi, glutatione e NAD+, associandoli a concetti come detox immunità e longevità. Anche in altre città europee, come Londra e Berlino sono disponibili veri e propri menu di flebo con opzioni come BeautyImmuneEnergy o Anti-age.
La scienza dietro le flebo vitaminiche
È qui che la linea tra marketing e medicina diventa sottile. Una revisione pubblicata sul Drug and Therapeutics Bulletin conclude che non esistono prove scientifiche di alta qualità che le infusioni di vitamine ad alte dosi offrano benefici alle persone sane in assenza di una carenza specifica o di una precisa condizione medica.
La somministrazione endovenosa di vitamine ha indicazioni mediche reali. In Italia per esempio, esistono medicinali a base di vitamina C iniettabile autorizzati da AIFA per il trattamento degli stati carenziali. Tuttavia, proporre una flebo a una persona sana per aumentare l’energia o rallentare l’invecchiamento è un altro discorso.
Le autorità mettono in guardia
NHS England ha già messo in guardia contro i cosiddetti party drips ricordando che non ci sono prove convincenti che possano curare la sbornia, aumentare l’energia o rafforzare le difese immunitarie nelle persone sane.
Anche l’Advertising Standards Authority britannica è intervenuta contro pubblicità di IV therapy che attribuivano alle flebo benefici su immunità, detox, bellezza, energia e anti-aging senza evidenze sufficienti.
I rischi delle infusioni endovenose
Un aspetto spesso trascurato è che una flebo è una procedura invasiva. L’inserimento di un accesso venoso può comportare infezioni, irritazioni e altre complicanze. Inoltre, dosi elevate di determinati micronutrienti possono essere problematiche in soggetti con particolari condizioni cliniche.
La nuova moda, quindi, pone una domanda centrale per la sanità: dove finisce la medicina e dove inizia il wellness? Per chi ha una carenza documentata o un’indicazione clinica, la terapia endovenosa può essere necessaria. Per una persona sana che cerca più energia, immunità o longevità, oggi le promesse corrono molto più velocemente delle prove scientifiche.
Il deflussore per infusione senza ago
In un contesto così dibattuto, è importante conoscere gli strumenti utilizzati per queste terapie. Un esempio è il deflussore per infusione senza ago un dispositivo medico monouso progettato per garantire sicurezza e praticità durante la terapia infusionale.
Questo deflussore è sterilizzato a ETO (ossido di etilene) e apirogeno, caratteristiche che assicurano l’assenza di contaminazioni batteriche e pirogeni durante l’utilizzo. È completamente latex free riducendo il rischio di reazioni allergiche.
Il dispositivo è dotato di un filtro soluzione da 15 µm, che trattiene eventuali particelle presenti nella soluzione infusionale prima che raggiungano il paziente. La velocità di infusione è regolabile tramite uno stringi-tubo a roller, che consente un controllo preciso della velocità di infusione.
Il deflussore è monouso e non risterilizzabile, conforme agli standard di sicurezza per uso clinico e domiciliare. È importante seguire le istruzioni del personale sanitario o del medico curante per un uso corretto e sicuro.



