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21 Giugno 2026

Il percorso televisivo di Raffaella Carrà e la fondazione che custodisce il suo patrimonio

Ripercorriamo la carriera televisiva di Raffaella Carrà, i programmi che l'hanno resa celebre e il progetto della Fondazione Raffaella Carrà Ets che porta la sua eredità in mostra a Roma, Madrid e Buenos Aires

Il percorso televisivo di Raffaella Carrà e la fondazione che custodisce il suo patrimonio

La figura di Raffaella Carrà è entrata nell’immaginario collettivo italiano grazie a una carriera che ha attraversato decenni e generi dello spettacolo. Nata come interprete poliedrica, la sua presenza in televisione si è consolidata sin dagli inizi: già nel 1962/63 ha partecipato a programmi in cui muoveva i primi passi nel piccolo schermo, per poi sperimentare format diversi fino a imporsi come conduttrice. Il suo stile, fatto di ritmo e presenza scenica, ha trasformato sigle e coreografie in veri e propri segni distintivi che hanno segnato l’infanzia di più generazioni.

Nel corso della sua carriera Raffaella ha saputo mescolare recitazione, canto e danza, diventando un punto di riferimento per il varietà italiano. Programmi come Io, Agata e tu hanno rappresentato il primo vero successo in cui è stata protagonista come conduttrice, mentre la partecipazione a format meno noti nei primissimi anni le ha consentito di maturare professionalmente. La collaborazione con altre artiste di rilievo e la capacità di interpretare sigle e coreografie hanno consolidato la sua immagine popolare e riconoscibile.

I programmi che l’hanno resa un’icona televisiva

Tra gli appuntamenti televisivi più memorabili c’è senza dubbio Milleluciche nel 1974 la vide condividere il palco con Mina e le diede ulteriore visibilità nazionale. Nel 1978 arrivarono programmi come Ma che sarà e il primo Raffaella Showtitoli che riaffermarono la sua centralità nello spettacolo. Negli anni successivi il suo nome è stato spesso al centro dei palinsesti: dal Raffaella Carrà Show del 1988 su Canale 5, passando per format come Raffaella Venerdì, Sabato e Domenica e altre trasmissioni che riproponevano la sua cifra stilistica, fino ai programmi degli anni ’90 e oltre.

Carràmba! Che sorpresa e gli anni di maggiore popolarità

Un titolo che è rimasto particolarmente impresso nella memoria collettiva è Carràmba! Che sorpresain onda tra il 1995-1998 e ripreso nel 2002. Lo show basava il suo meccanismo sulla riunione di persone lontane o sulla realizzazione di desideri, incarnando il concetto popolare di carrambatacioè un incontro inaspettato tra persone che non si vedono da tempo. Esistette anche uno spin-off, Carràmba! Che fortunala cui ultima edizione risale al 2008. Questi format hanno contribuito a consolidare la figura di Raffaella come la conduttrice capace di unire spettacolo e partecipazione emotiva del pubblico.

La Fondazione Raffaella Carrà Ets e la volontà di conservare l’eredità

Oltre alla carriera sullo schermo, l’eredità artistica e civile di Raffaella prosegue grazie alla Fondazione Raffaella Carrà Etscreata per sostenere i giovani. Sul sito della fondazione si legge chiaramente la sua missione: «La missione della Fondazione Raffaella Carrà Ets è sostenere i giovani; offrendo opportunità concrete e accompagnamento reale nel loro percorso di crescita personale e sociale; affinché ognuno di essi possa costruire il proprio futuro con libertà, dignità e serenità». Questo obiettivo orienta le attività e i progetti che la fondazione promuove per mantenere vivo il contributo della conduttrice alla cultura contemporanea.

La persona che ha assunto la responsabilità di portare avanti questi intenti è Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Carrà, che ha raccontato il legame con l’artista e il percorso che ha portato alla costituzione della fondazione. Bulzoni ha ricordato l’incontro con Raffaella nel 2001la collaborazione nata a bordo di Carràmba! Che sorpresa e il momento drammatico del 22 all’Argentario, quando fu diagnosticata la malattia. In quei giorni, e poi il 4 maggiola lucidità professionale di Raffaella emerse anche nelle decisioni pratiche che riguardarono il suo patrimonio umano e artistico.

La prima iniziativa ufficiale della fondazione è la mostra Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertàpromossa dal ministero della Cultura e prodotta da Alessandro Nicosia con la società C.O.R. Curata da Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli, la mostra partirà da Roma in autunno e avrà carattere internazionale con tappe previste a Madrid e a Buenos Aires. Questo progetto espositivo risponde alla volontà espressa dall’artista: «Organizza una grande mostra con le mie cose e portala in tutto il mondo», una richiesta che combina memoria personale e apertura verso un pubblico globale. La mostra si propone quindi come strumento per far incontrare nuove generazioni con l’opera e l’immagine di Raffaella Carrà.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.