Fiorello, ironia sulla vittoria della Meloni: “Ci pagheranno le bollette”

Fabrizia Volponi

Fabrizia Volponi nata ad Ascoli Piceno nel 1985. Laureata in "Scienze Storiche" e in "Scienze Religiose", sono da sempre appassionata di lettura e di scrittura. Divoro libri e li recensisco sul mio Blog Libri: medicina per il cuore e per la mente. Lasciatemi in una libreria, possibilmente piccolina e vintage, e sono la donna più contenta del mondo.

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Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, Fiorello ha commentato in modo piuttosto ironico la vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni politiche.

Lo showman non ha risparmiato neanche Luigi Di Maio. 

Fiorello ironizza sulla vittoria di Giorgia Meloni

Dopo Sabrina Ferilli e Boy George, anche Fiorello ha detto la sua sulla vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni. Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, in occasione della serata in ricordo di Stefano D’Orazio dei Pooh, lo showman siciliano ha ironizzato sulla prima premier donna della storia della Repubblica italiana.

Fiorello ha esordito con una certa serietà: 

“Oggi è una giornata particolare. Siete andati a votare? Siete contenti di cambiare il destino di questo paese? Non voglio fare satira, perché questa non è la serata giusta. Ma qualcosa bisogna pur dire. Da domani cambia tutto“. 

La gag di Fiorello su Giorgia Meloni

Fiorello ha proseguito: 

“Ma non avete sentito tutte le promesse che ci hanno fatto? Da domani non ci saranno più tasse. Da domani vi pagheranno pure le bollette della luce. Faranno i ponti sullo stretto. E mica solo uno: ne avremo tre. Addirittura, ne avremo uno che collegherà la Sicilia e Genova”. 

Rosario ha ironizzato sulla vittoria di Giorgia Meloni, lasciandosi andare a battute sulle tasse, sulle bollette e sul famoso ponte sullo stretto di Messina. 

La frecciatina a Luigi Di Maio

Oltre alla Meloni, Fiorello ha sganciato una frecciatina a Luigi Di Maio. Ha esclamato: 

“L’immagine che ricorderò per sempre? Di Maio che fa Dirty Dancing“.

Il riferimento, ovviamente, è alla scenetta di Di Maio che viene preso in braccio in un ristorante di Napoli durante la campagna elettorale.