Dieta a orario: cosa è e come funziona

Condividi

Secondo la teoria alla base di questa nuova dieta oraria sarebbe possibile perdere peso assumendo i vari nutrienti in specifici momenti della giornata.

Seguendo il principio che il corpo ha i suoi ritmi e che funziona in modo diverso durante l’arco delle 24 ore sarebbe infatti possibile fornirgli ciò di cui ha bisogno, nel momento giusto.

Dieta oraria: il principio di base

Partiamo dal principio: è ormai assodato che c’è una stretta correlazione tra i ritmi circadiani (ossia i cicli biologici di 24 ore regolati dal nostro orologio interno) e il nostro metabolismo.

Viene quindi naturale supporre che il nostro corpo come quello degli animali reagisca in modo diverso in base al susseguirsi delle ore durante la giornata. Tutto ciò porta a una variazione continua e periodica della produzione di ormoni e delle funzioni fisiologiche. In parole povere, dato per certo che il nostro corpo funziona diversamente a seconda del momento della giornata, allora anche i nutrienti hanno un impatto diverso sul nostro corpo a seconda di quando li si assume.

La dieta oraria si occupa proprio di assegnare il giusto quantitativo e tipo di nutriente nel giusto momento della giornata.

I ritmi biologici

La scoperta di un orologio biologico interno a ogni essere vivente e del modo in cui agisce sulla vita quotidiana di ogni individuo è valso il Premio Nobel per la fisiologia e la medicina a Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young nel 2017.

Gli studiosi hanno appurato ad esempio che dopo il tramonto vi è un aumento della melatonina (ormone che stimola il sonno) da parte dell’ipofisi.

Contemporaneamente si osserva un aumento della produzione di cortisolo che agisce sul sistema neurovegetativo simpatico che porta ad un amento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Sempre dopo il tramonto avviene un notevole abbassamento del senso di fame dato da un calo dei livelli di grelina e vi è un aumento della leptina che invece provoca il senso di sazietà.

Dieta a orario: alcuni esempi

Uno studio in via di pubblicazione sulla rivista Cell Metabolism afferma che assumere tutte le calorie di cui abbiamo bisogno prima delle 3 di pomeriggio aiuterebbe a velocizzare la perdita di peso nonchè a un maggiore controllo dei livelli di glucosio nel sangue e un abbassamento della pressione arteriosa.

Un altro studio pubblicato nel 2015 sempre su Cell Metabolism mostra come diminuire l’intervallo temporale in cui i cibi vengono ingeriti durante la giornata contribuisca a una maggiore perdita di peso. Lo studio è stato effettuato monitorando con un app le abitudini alimentari di uomini adulti e sani.

Attenzione però. Gli esperti affermano anche che per ora gli studi effettuati e il basso numero di campioni esaminati non permettono ancora di fondare la teoria su dati certi.

Rimane il fatto però che il controllo dei ritmi sonno/veglia è molto importante limitare i casi di obesità. Di norma infatti chi dorme poco e male tende a mangiare spesso e in modo più irregolare durante la giornata.