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26 Luglio 2026

Dal 19 luglio 2026 stop alla distruzione di abbigliamento invenduto: le nuove regole europee

La Commissione Europea ha introdotto nuove regole per contrastare lo spreco nel settore tessile. Dal 19 luglio 2026, le grandi imprese non potranno più distruggere capi invenduti.

Dal 19 luglio 2026 stop alla distruzione di abbigliamento invenduto: le nuove regole europee

Dal 19 luglio 2026, un cambiamento significativo sta per rivoluzionare il settore della moda. La Commissione Europea ha introdotto il Regolamento UE 2026/1781 che vieta la distruzione di capi di abbigliamento, scarpe e accessori invenduti o restituiti dai consumatori. Questo provvedimento mira a promuovere il riutilizzo il riciclo e la donazione di prodotti che altrimenti finirebbero sprecati.

La nuova normativa rappresenta un passo fondamentale verso una moda più sostenibile. Le grandi imprese del settore tessile dovranno ora trovare soluzioni creative per dare una seconda vita ai prodotti invenduti, riducendo così l’impatto ambientale e offrendo nuove opportunità ai consumatori.

Le nuove regole per un’industria più trasparente

Il Regolamento UE 2026/1781 introduce due novità principali. Innanzitutto, le imprese sono tenute a rendere pubbliche le informazioni sui volumi di beni di consumo invenduti smaltiti come rifiuti. Questo include il numero e il peso dei prodotti, suddivisi per tipo o categoria, i motivi dello smaltimento, la percentuale di prodotti preparati per il riutilizzo e le misure adottate per prevenire la distruzione.

In secondo luogo, è stato introdotto il divieto di distruzione di molti prodotti di consumo invenduti, tra cui indumenti, accessori di abbigliamento, calzature, cappelli e copricapo. Le deroghe al divieto riguardano i prodotti pericolosi, non conformi, che violano le norme sulla proprietà intellettuale, inadatti al riutilizzo, danneggiati, deteriorati o difettosi.

L’impatto ambientale dello spreco tessile

Secondo il presidente Gabriele Melluso, in Europa fino al 9% di tutti i prodotti tessili immessi sul mercato vengono distrutti prima dell’uso, per un totale annuo fino a 594.000 tonnellate di tessuti. Questo spreco genera emissioni di CO2 pari a 5,6 milioni di tonnellate. Inoltre, il tasso medio di reso per gli abiti acquistati online è stimato al 20%, ossia un capo su cinque venduto online viene restituito.

Le Nuove regole mirano a ridurre significativamente questi numeri, spingendo le imprese a adottare pratiche più sostenibili. Le aziende della moda non potranno più sprecare prodotti che possono avere una seconda vita e dovranno reimmetterli sul mercato o donarli, con benefici per i consumatori e per l’ambiente.

Le soluzioni per il riuso dei capi invenduti

Con il divieto di distruzione, le imprese devono trovare alternative per gestire i capi invenduti. Le nuove regole impongono di dare priorità al mantenimento dei prodotti in uso, vendendoli o preparandoli per il riutilizzo. Inoltre, richiedono di migliorare la gestione delle scorte, ottimizzare lo smistamento dei resi e valutare alternative come rivendita, rigenerazione, donazioni e riutilizzo.

Le soluzioni possibili includono il potenziamento delle piattaforme di rivendita, la riparazione dei capi difettosi per rimetterli in commercio come ricondizionati, la trasformazione degli invenduti in nuovi prodotti e la donazione a enti benefici. Inoltre, le imprese possono recuperare le fibre per nuovi filati e offrire i capi a noleggio invece di venderli.

Queste misure non solo riducono lo spreco, ma offrono anche nuove opportunità di business e contribuiscono a un’economia più circolare. I consumatori potranno beneficiare di capi di abbigliamento e scarpe a prezzi scontati, mentre l’ambiente trarrà vantaggio dalla riduzione delle emissioni di CO2 e dello smaltimento dei rifiuti.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.