Svelato il viso dei due musicisti più “in” del momento
La storia della musica è costellata di musicisti che, per proteggere le proprie identità di persone comuni (neanche fossero dei supereroi) o per una mera questione estetica, hanno deciso di esibirsi e di presentarsi al pubblico con il volto coperto da maschere.
Pensiamo ad esempio agli imprescindibili avanguardisti The Residents, agli hard rocker Lordi o ai mostruosi Gwar, ai nostrani Tre allegri ragazzi morti, ai nostalgici del metal Ghost, agli Slipknot, fino ad arrivare al duo dance per eccellenza degli ultimi anni, ovvero i Daft Punk composto dai francesi Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter.
Da sempre attenti a farsi vedere e fotografare solo con gli ormai caratteristici caschi da robot, che nel corso del tempo hanno cambiato leggermente foggia e colori, la coppia conosciuta per la sua collaborazione col disegnatore giapponese Lejii Matsumoto è stata recentemente smascherata grazie al decisivo apporto dei The Knocks, un gruppo elettro-pop di New York che su Facebook ha fatto circolare una foto, in realtà già di dominio pubblico ma poco nota, nella quale si possono vedere chiaramente in viso le due leggende della dance impegnate in un gioco di champagne pong. La foto è poi stata velocemente rimossa, ma si sa che Internet non concede sconti a nessuno.
Sia chiaro che si tratta dello svelamento del segreto di Pulcinella, perché i visi dei due responsabili di Random Access Memories, il disco in vetta alle classifiche di vendita, erano già conosciuti da tutti coloro che si siano presi la briga di inserire il nome dei membri del gruppo su un motore di ricerca (sono facilmente rinvenibili delle fotografie “giovanili” della coppia).
“I robot sono famosi, non noi. Ci è concesso avere una vita normale come persone normali che interagiscono normalmente con altre persone senza vivere una farsa. È molto importante per noi“, aveva dichiarato Guy-Manuel de Homem-Christo alla rivista britannica NME. Speriamo che i due musicisti non paghino lo scotto di questa piccola disattenzione, che è stata ribattuta prontamente dalla stampa.
Foto: Facebook

