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22 Settembre 2026

Cosmetica italiana: fatturato 18,1 miliardi e Lombardia al centro

Scopri i numeri che stanno trasformando la cosmetica italiana, il ruolo dominante della Lombardia e le nuove abitudini di acquisto dei consumatori.

Cosmetica italiana: fatturato 18,1 miliardi e Lombardia al centro

Durante la Milano Beauty Week, iniziata il 15 settembre, è stato presentato il bilancio preliminare della cosmetica italiana per il 2026. I dati mostrano un mercato in consolidamento, capace di generare più di 18 miliardi di euro di fatturato, con un leggero incremento rispetto all’anno precedente. L’analisi, frutto della collaborazione tra Cosmetica Italia, Cosmoprof e Esxence, mette in luce le dinamiche che stanno plasmando il futuro del beauty made in Italy.

Il contesto economico attuale, pur segnato da tensioni geopolitiche, non ha rallentato la spinta del comparto. Al contrario, la capacità di combinare innovazione, design e tradizione ha permesso al settore di crescere a un ritmo più di sei volte superiore a quello del PIL nazionale negli ultimi dieci anni, confermandosi come uno dei pilastri della crescita industriale italiana.

Fatturato previsto a 18,1 miliardi e consumi in crescita

Le previsioni indicano un fatturato complessivo di 18,1 miliardi di euro entro la fine del 2026, con un aumento dell’1 % rispetto al 2025. Sul mercato interno, i consumi dovrebbero superare i 13,1 miliardi, segnando una crescita del 2,3 %. Il canale digitale guida questa espansione: l’e-commerce registra un balzo del 9 %, mentre la farmacia contribuisce con un +3,5 % e la profumeria con un +2,0 %.

Contributo dei canali tradizionali

Nonostante la spinta digitale, i punti vendita fisici mantengono un peso significativo. La farmacia tradizionalmente associata a prodotti per la salute, si sta trasformando in un punto di riferimento per la bellezza, offrendo consulenze personalizzate e prodotti premium. Parallelamente, la profumeria continua a valorizzare l’esperienza sensoriale, combinando fragranze, make-up e servizi di trucco in ambienti curati.

Lombardia: il fulcro produttivo del beauty italiano

La regione lombarda si conferma il cuore pulsante del settore. Detiene il 35,1 % delle imprese cosmetiche nazionali, occupa il 51,1 % della forza lavoro e genera il 63 % del valore complessivo. Nella zona che comprende Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia operano 434 aziende, che impiegano circa 39 mila persone e realizzano 8,7 miliardi di euro di fatturato, pari a oltre il 70 % della produzione lombarda e al 48,2 % del totale italiano.

Export lombardo e mercato estero

Il valore delle esportazioni nazionali è stimato a 8,6 miliardi di euro (+0,5 %) per il 2026. Sebbene alcuni mercati tradizionali come Stati Uniti ed Emirati Arabi mostrino segni di contrazione, la domanda europea e asiatica, guidata da Cina, Hong Kong, Corea del Sud e India, sta compensando il calo. In media, il 53 % del fatturato delle imprese lombarde proviene da clienti esteri, sottolineando la capacità del Made in Italy di competere sui palcoscenici internazionali.

Nuove tendenze di consumo: digitale, premium e sostenibilità

Il consumatore italiano appare più attento e selettivo. Da una parte, una fascia di acquirenti ricerca prodotti essenziali, con un occhio di riguardo al rapporto prezzo-beneficio; dall’altra, un segmento premium è disposto a investire in formulazioni innovative, storytelling di marca e servizi personalizzati. Questa dualità stimola il settore a puntare su beauty digitale – piattaforme di skin analysis, refill online e contenuti educativi – senza trascurare la necessità di esperienze fisiche coinvolgenti nei flagship store.

Il ruolo crescente della cosmetica nel panorama del lusso è evidente: fragranze, skincare avanzata e make-up rappresentano ormai forme di gratificazione più accessibili rispetto a moda e pelletteria di alta gamma. In un contesto di maggiore cautela nella spesa discrezionale, questi prodotti continuano a offrire una valore percepito elevato, diventando un volano per l’economia del beauty italiano.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.