Copenhagen Cowboy: il significato

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Dal 5 gennaio 2023 Copenhagen Cowboy è disponibile su Netflix.

La serie di Nicolas Winding Refn racconta la storia il viaggio di Miu nei bassifondi della città di Copenhagen, dove misteri, simboli e mitologia si intrecciano secondo dopo secondo.

Copenhagen Cowboy: l’ultimo episodio

Copenhagen Cowboy è qualcosa di surreale, spesso onirico, che trasporta il telespettatore in un mondo allucinante e illusorio. Ricco di citazioni, di misteri irrisolti e di simbolismi fondamentali, la serie di Nicolas Winding Refn necessita di una breve spiegazione, soprattutto sul finale.

La storia di Miu, la protagonista, è intrisa di dubbi e di punti interrogativi. I poteri della ragazza dai capelli corti sono reali, ma la sua natura è misteriosa: è un angelo? È una strega? È un alieno? Non si conosce la verità, anche se l’ultima opzione pare essere la più plausibile, considerando anche la costruzione di tutta la storia.

Nicklas è il primo a diffidare del potere di Miu e vuole fare rivivere la sorella Rakel attraverso uno strano rito edipico del sangue che coinvolge la madre.

Rakel viene riportata in vita e in poco tempo ritorna alla piena forza soprannaturale. Lo stesso Nicklas ha alcuni dei poteri di Rakel, ma non ha però lo stesso tipo di esperienza, tantomeno di controllo. Viene da sé che Rakel diventa una minaccia vera e propria per Miu, oltre che un simbolo totale di malvagità e di potere assoluto. Rakel è “una delle tante”; come dimostra la scena in cui vediamo Miu camminare in una foresta e incontrare altre ragazze molto simili a lei, tutte vestite di blu.

Che siano le diverse personalità di Miu? È lei a guardarsi dall’esterno? Sono alieni provenienti dallo stesso pianeta? Nessuno lo sa, nessuno lo può sapere, ma è ovvio che l’idea che esistano più versioni di Miu con poteri simili, ed esseri come Rakel che vi si oppongono totalmente, amplia notevolmente la portata di tutta la storia.

Che cosa succede nel finale di stagione?

Nel corso di tutta la serie compare un personaggio particolare, Miroslav, un avvocato che ha un legame con il passato di Miu e che, fondamentalmente, è la nostra principale fonte di retroscena.

Nel finale di stagione, infatti, lo stesso Miroslav favorisce un cameo di Hideo Kojima (creatore della serie Metal Gear Solid), il quale si riferisce a Miu come a uno spirito e consiglia a Miroslav di cercare l’aiuto dei Giganti, gli unici in grado di combattere Miu.

Noi, come pubblico, non sappiamo nulla riguardo i Giganti: potrebbe trattarsi di una società segreta o di una razza ancora più potente di quella di cui fa parte Miu.

Sicuramente, però, non si tratta di qualcosa di semplice: Copenhagen Cowboy, del resto, con la semplicità non c’entra assolutamente nulla.

Copenhagen Cowboy si allontana dalla regolarità della narrativa; non c’è un particolare filo logico nelle azioni e nelle visioni che scorrono sullo schermo, motivo per il quale è stato spesso affermato che la serie-tv può essere realmente amata solo da chi è fan accanito del regista danese.

Merita di essere vista, ma alla fine, nonostante le spiegazioni, gli interrogativi rimangono.