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11 Giugno 2026

Conflitto Iran-Usa: gli attacchi e le risposte tra Teheran e Washington

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro l'Iran, con Teheran che promette una risposta decisa. Scopri i dettagli degli ultimi sviluppi.

Conflitto Iran-Usa: gli attacchi e le risposte tra Teheran e Washington

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un nuovo picco di tensione. Dopo l’abbattimento di un elicottero Apache, il presidente Donald Trump ha ordinato una serie di attacchi contro obiettivi iraniani. Teheran ha risposto con missili e droni contro basi americane nel Golfo Persico.

Gli attacchi americani hanno preso di mira infrastrutture militari iraniane, in particolare quelle vicine allo Stretto di Hormuz. Le difese aeree iraniane sono state attivate in diverse città, tra cui Teheran, Bandar Abbas e Asaluyeh.

Gli attacchi americani e la risposta iraniana

Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran alle 17.15 di New York, ore 23.15 italiane. Il Centcom ha confermato che i raid sono stati mirati contro sistemi di difesa e postazioni radar vicino allo Stretto di Hormuz.

Teheran ha risposto con una serie di attacchi contro obiettivi americani nel Golfo. I Pasdaran hanno colpito una base americana in Giordania e la Quinta flotta in Bahrein. Le esplosioni sono state segnalate anche sull’isola di Kish e nella città di Sirik.

Le dichiarazioni di Trump e Hegseth

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire nuovamente l’Iran con forza. “Il bullo del Medio Oriente è morto“, ha affermato Trump, riferendosi alla sua strategia di pressione contro Teheran.

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che gli attacchi saranno “forti e chiari“. “L’Iran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo“, ha aggiunto Hegseth, sottolineando che gli Stati Uniti sono pronti a continuare gli attacchi se Teheran non accetterà un accordo.

Le conseguenze degli attacchi

Gli attacchi hanno avuto conseguenze significative. Una petroliera nel Golfo dell’Oman è stata messa fuori uso, causando la dispersione di tre marinai indiani. L’India ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti per protestare contro l’attacco.

Le forze iraniane hanno attaccato anche una petroliera, causando la morte di due marittimi indiani e la dispersione di un terzo. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che l’attacco è stato effettuato contro una nave che trasportava petrolio iraniano.

La mediazione del Qatar

Una delegazione del Qatar è ancora a Teheran per cercare di mediare tra le parti. La fonte diplomatica ha dichiarato che i negoziatori sono in Iran “a seguito di consultazioni con gli Stati Uniti” per incontrare gli iraniani e colmare le divergenze rimanenti.

Tuttavia, gli attacchi continuano, rendendo difficile la mediazione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che gli attacchi sono un atto di “diplomazia coercitiva” per ottenere concessioni dall’Iran.

Le dichiarazioni dell’Iran

L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha dichiarato che nessun accordo duraturo può essere raggiunto con la forza. “Nessun accordo duraturo può essere raggiunto attraverso minacce, intimidazioni o l’uso della forza“, ha affermato Iravani.

I media iraniani hanno riferito di esplosioni in diverse città, tra cui Bandar Abbas, Qeshm e Hengam. Le difese aeree sono state attivate in diverse parti del paese, inclusa la provincia di Fars e ad Asaluyeh.

La situazione rimane tesa, con entrambe le parti pronte a continuare gli attacchi. Gli sforzi di mediazione continuano, ma gli sviluppi sul campo rendono difficile trovare una soluzione pacifica.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.