Torni a casa e lo trovi acquattato sotto il letto, con lo sguardo sfuggente e la coda che si muove appena. La scena è così eloquente che sembra quasi una confessione. Ma cosa sta davvero pensando il tuo cane in quel momento?
Per anni, abbiamo creduto che quel famoso guilty look fosse un segno di colpa, ma la ricerca etologica degli ultimi vent’anni ha smentito questa convinzione. Capire cosa sta davvero succedendo può cambiare radicalmente il modo in cui interagisci con il tuo cane e la relazione che costruisci con lui.
Il guilty look non è quello che sembra
Una delle credenze più radicate tra i proprietari di cani è che quell’aria da colpevole dimostri che il cane sente colpa per un’azione vietata. Tuttavia, studi condotti su 14 cani domestici hanno dimostrato che le cose non stanno così.
I comportamenti associati all’aria da colpevole non dipendono da ciò che il cane ha effettivamente fatto, ma piuttosto dalla reazione del proprietario. Quando i proprietari sgridano i loro cani, questi mostrano più spesso quei comportamenti, indipendentemente dal fatto che abbiano disobbedito o meno. Questo indica che il cosiddetto guilty look è una risposta ai segnali del proprietario, non una dimostrazione di consapevolezza del proprio comportamento scorretto.
Cosa legge davvero il tuo cane
I cani sono straordinariamente bravi a interpretare il linguaggio del corpo umano. Secondo la behaviorista applicata Mary R. Burch, quando un cane mostra quell’aria da colpevole dopo aver sporcato in casa, molto probabilmente ha già vissuto una situazione simile in passato e ha sperimentato una reazione forte da parte del proprietario.
Il cane anticipa come reagirà il proprietario e mette in atto un linguaggio del corpo per cercare di placare la situazione. Quando i cani si sentono in ansia, usano questi comportamenti per disinnescare la minaccia che percepiscono. Quello che vediamo come senso di colpa è in realtà un segnale di apaisement un gesto comunicativo che i cani usano per dire non sono una minaccia, calmati.
Il paradosso del rimprovo tardivo
Sgridare il cane per aver fatto pipì in casa non funziona, a meno che non lo si colga sul fatto. Il cane non è in grado di collegare il tuo disappunto a qualcosa che ha fatto anche solo venti minuti prima. Quello che impara, invece, è un’associazione molto più semplice: tu arrivi a casa + c’è una macchia sul pavimento = succede qualcosa di spiacevole.
Se si rimprovera il cane per aver fatto pipì dentro casa, potrebbe imparare che urinare davanti agli umani non è accettabile. Il risultato è l’opposto di quello che speravi: il problema non si risolve, si sposta.
Perché il cane fa pipì in casa: le cause da considerare
Prima di chiederti lo fa apposta? vale la pena chiederti perché lo fa?. Le ragioni possono essere molto diverse tra loro:
- Cause mediche infezioni delle vie urinarie, problemi renali, diabete, incontinenza legata all’età. Se il comportamento è improvviso o insolito per il tuo cane, la prima tappa è sempre una visita veterinaria.
- Educazione incompleta soprattutto nei cuccioli o nei cani adottati da adulti, le regole della casa non sono ancora chiare. Fino a circa quattro mesi di età, un cucciolo non è fisicamente in grado di trattenere la pipì se non per tempi relativamente brevi.
- Stress e ansia un cane che vive in un ambiente teso, con routine instabili o con poco stimolo, può avere più incidenti. Il benessere emotivo ha effetti diretti anche sul controllo della vescica.
- Pipì da eccitazione o sottomissione alcune perdite avvengono in momenti di grande emozione, come il tuo rientro a casa, e non sono un problema educativo ma fisiologico ed emotivo.
Come affrontare la situazione senza peggiorarla
La prima regola è non rimproverare dopo il fatto. Non serve, e come hai visto può creare nuovi problemi. A volte non è facile mantenere la calma, anche perché si pensa che urlando si faccia capire al cane che sta mettendo in atto un comportamento sbagliato. Questo ragionamento è però controproducente: il castigo provoca diffidenza nel cane verso di noi, perché spesso il cane non capisce la causa-effetto e non sa il motivo per cui ci siamo arrabbiati, generando problemi di cattivo apprendimento.
Quello che funziona è il rinforzo positivo in tempo reale: portarlo fuori con regolarità, aspettare che faccia la pipì all’esterno e premiarlo subito, in quel momento. Il premio non deve essere per forza un bocconcino: bastano la tua voce entusiasta e qualche carezza. Il cane impara per associazioni positive, non per paura delle conseguenze negative.
In ogni caso, gli escrementi dovrebbero essere puliti accuratamente in modo che l’odore non attragga il cane a fare pipì nello stesso punto di nuovo. Usa prodotti enzimatici specifici: i normali detergenti domestici non eliminano completamente i marcatori odorosi che il cane continua a percepire.
Se il problema persiste nonostante una routine regolare e un approccio positivo, è consigliabile rivolgersi a un etologo o a un medico veterinario esperto in comportamento animale, che possa valutare la situazione nel suo complesso.
La prossima volta che lo trovi acquattato con quegli occhi da cerbiatto, prova a cambiare prospettiva. Non stai guardando un cane che sa di aver sbagliato e aspetta la punizione. Stai guardando un cane che ti conosce così bene da leggere la tensione nel tuo passo ancora prima che tu abbia detto una parola, e che usa tutto il suo vocabolario corporeo per dirti: Siamo ancora amici?.



