Belgio, nel lockdown si è prevista la figura del “compagno di coccole”

Il Belgio ha a cuore la salute mentale e psicologica dei suoi cittadini, per loro ha pensato alla figura del "compagno di coccole".

È il “knuffelcontact” la nuova misura pensata dal Belgio per tutelare la salute mentale dei propri cittadini alle prese con le restrizioni da Covid-19. Possiamo tradurlo con “compagno di coccole” e cioè l’unica persona che potrà far visita a ciascun confinato.

Lo scopo è preservare dall’insorgere di disturbi psicologici come la depressione, la malattia mentale più diffusa al mondo.

Belgio, il compagno di coccole del lockdown

Il primo ministro belga Alexander De Croo ha annunciato il nuovo lockdown: “Il nostro Paese è in uno stato di emergenza, in molti ospedali le capacità sono già superate e per questo dobbiamo invertire la curva. L’unica risposta è tutelare il sistema sanitario e per farlo bisogna evitare il più possibile ogni contatto fisico“.

“Evitare ogni contatto fisico”, la stessa raccomandazione data in ogni Paese per cercare di ridurre i nuovi contagi da coronavirus. Con la seconda ondata di Covid-19, però, non è solo la salute fisica ad aver avuto effetti negativi: l’Organizzazione Mondiale della Sanità già a marzo aveva annunciato che la depressione sarebbe stato il disturbo mentale più diffuso al mondo e la seconda malattia più frequente dopo quelle cardiovascolari. Poco tempo dopo, l’Istituto Superiore di Sanità aveva confermato che il lockdown avrebbe avuto ripercussioni negative sulla salute mentale aumentando i livelli di ansia e depressione.

Leggi anche: Come affrontare il nuovo lockdown: i consigli degli psicologi

L’isolamento sociale, oltre alla possibilità di causare malattie mentali, può anche essere concausa di quelle fisiche. Secondo uno studio tedesco, le persone che vivono sole hanno una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e ipertensione, soprattutto le donne. Questo perché l’isolamento è una condizione innaturale per gli esseri umani e risulta quindi essere un fattore di disagio psicologico importante se perdura nel tempo. Ecco perché alcuni Paesi europei avevano introdotto, già nella precedente quarantena, delle misure per dare un sostegno sociale a chi viveva solo. In Olanda infatti si parlava di “seksbuddy”, un compagno di letto, mentre nel Regno Unito è stata introdotta la “support bubble”, bolla di sostegno, e permetteva a una persona che viveva da sola di incontrarne un’altra non convivente. In Italia si era parlato invece di “congiunto” per indicare amici o familiari non conviventi.

Tornando alla questione belga, il primo ministro annunciando il lockdown ha aggiunto: “Ogni membro della famiglia ha diritto a un ‘compagno di coccole’. Le famiglie possono invitare a casa un solo “knuffelcontact” alla volta. Non si può ricevere un’altra visita a casa. C’è un’eccezione per le persone che vivono da sole: possono invitare una persona oltre al loro contatto di coccole, ma non contemporaneamente”. Si è quindi istituita la figura del “knuffelcontact”, il contatto di coccole, sostanzialmente, un aiuto per la salute mentale di tutti i cittadini. Uno per tutti e due per chi abita da solo. Così il Belgio vuole tutelare il bisogno di socialità di ogni persona durante la seconda ondata di Coronavirus.

Leggi anche: Anuptafobia e pandemia: la paura di rimanere da soli

Scritto da Evelyn Novello
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