Le alluvioni che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet hanno causato una tragedia di proporzioni immense. Le acque impetuose e le frane hanno spazzato via interi villaggi, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e dolore. Le operazioni di soccorso sono in corso, ma il bilancio è già pesante: centinaia di vittime e dispersi.
Tra le vittime e i dispersi ci sono anche numerosi turisti stranieri, tra cui cittadini italiani, britannici, statunitensi e di altre nazionalità. Le autorità locali e internazionali stanno lavorando senza sosta per recuperare i superstiti e fornire assistenza alle popolazioni colpite.
Le vittime e i dispersi
Secondo gli ultimi aggiornamenti, i soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno 362 vittime. Tra queste, 359 sono state trovate sul versante nepalese del confine, mentre 3 nel territorio cinese del Tibet. Le ricerche continuano per ritrovare le oltre 1.400 persone ancora disperse.
Tra i dispersi ci sono anche numerosi turisti stranieri. Le autorità nepalesi hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi, che include 540 stranieri e 127 nepalesi. Complessivamente, il numero dei dispersi si attesta a 667.
I turisti stranieri coinvolti
Tra i turisti dispersi ci sono anche due cittadini italiani Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo. Entrambi sono stati tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa. Stefano Lotumolo, un fotografo toscano, ha dichiarato di essere salvo per grazia divina.
La Farnesina ha confermato che tre italiani risultano ancora dispersi: Marco Ratto, un orefice di Rapallo, e una coppia italo-svizzera che era in viaggio dal Tibet verso il Nepal. Le autorità stanno effettuando verifiche con le autorità locali e con i tour operator per eventuale conferma.
Le operazioni di soccorso e gli aiuti internazionali
Le operazioni di soccorso sono in corso, con il supporto di numerose organizzazioni internazionali. Il Regno Unito ha stanziato 5 milioni di sterline in aiuti e offerto di inviare soccorritori. Il premier britannico Andy Burnham ha dichiarato che è un quadro devastante quello che emerge da quanto accaduto in Nepal.
Anche l’India ha inviato una seconda tranche di aiuti al Nepal. Il ministro degli Esteri di New Delhi, Subrahmanyam Jaishankar, ha annunciato l’invio di 37,5 tonnellate di materiali per l’assistenza umanitaria, medicinali e razioni alimentari. Ieri, un primo volo aveva portato 10 tonnellate di aiuti umanitari e medicine essenziali.
Re Carlo e la regina Camilla hanno espresso la loro solidarietà alle vittime e alle famiglie dei dispersi. In un messaggio su X, il sovrano britannico ha ricordato che molti nel Regno Unito hanno legami forti, profondi e personali con quella parte del mondo.
Le parole del Papa
Papa Leone ha espresso il suo cordoglio per le vittime delle alluvioni in Nepal. In un telegramma, il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha scritto che il Papa affida le anime dei defunti alla misericordia dell’Onnipotente ed esprime il proprio sentito cordoglio ai familiari delle vittime.
Le preghiere del Papa vanno anche al personale impegnato nelle operazioni di soccorso, invocando su tutti l’assistenza e la protezione divine.
La situazione attuale
La situazione rimane critica, con le operazioni di soccorso che continuano senza sosta. Le autorità nepalesi stanno lavorando per recuperare i superstiti e fornire assistenza alle popolazioni colpite. Le condizioni meteorologiche e il terreno instabile rendono le operazioni particolarmente complesse.
Le famiglie dei dispersi sono in ansiosa attesa di notizie, mentre il mondo intero segue con preoccupazione l’evolversi della situazione. Le donazioni e gli aiuti internazionali continuano ad arrivare, ma la strada verso la ripresa sarà lunga e difficile.



