In un momento cruciale per le relazioni internazionali, Iran e Stati Uniti si preparano a firmare un accordo provvisorio che potrebbe segnare una svolta nella crisi energetica globale. Le petroliere iraniane hanno recentemente superato il blocco navale imposto dagli Stati Uniti, un segnale significativo delle tensioni in corso.
L’accordo, che apre la strada a due mesi di negoziati sul programma nucleare iraniano e altre questioni, è stato accolto con cautela dagli esperti del settore energetico. Il testo del memorandum d’intesa non è ancora stato pubblicato, ma una bozza quasi definitiva rivela che l’Iran potrebbe ottenere una deroga alle sanzioni che gli consentirà di vendere petrolio immediatamente.
La firma dell’accordo e le reazioni internazionali
La cerimonia di firma è prevista a Bürgenstock, una località montana che si affaccia sul Lago di Lucerna. Il vicepresidente J.D. Vance guiderà la delegazione americana, mentre l’Iran sarà probabilmente rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Il presidente Donald Trump, attualmente in Francia per il vertice del G7, ha dichiarato che l’accordo è “cosa fatta” e impedirà all’Iran di sviluppare armi nucleari.
I leader del G7 hanno accolto con favore l’accordo, definendolo un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari. Il Papa ha espresso la sua soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo, auspicando che possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca e la stabilità nel Medio Oriente.
Le petroliere iraniane superano il blocco navale
La piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers ha riportato che alcune petroliere di Teheran hanno oltrepassato la zona di blocco dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti da circa due mesi. Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell’Iran in due mesi, un segnale significativo delle tensioni in corso.
Le petroliere Diona e Hero2, appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), hanno trasportato un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano. Una terza petroliera con 1 milione di barili di petrolio ha seguito lo stesso percorso, superando il confine imposto dagli Stati Uniti.
Le implicazioni economiche e politiche
L’accordo prevede che gli Stati Uniti e i loro partner regionali elaborino un piano per fornire un fondo di sviluppo da 300 miliardi di dollari per l’Iran dopo il conflitto. L’Iran afferma che la guerra, iniziata il 28 febbraio con un bombardamento israelo-americano, gli è costata oltre 250 miliardi di dollari in danni economici.
I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente da quando Trump ha dichiarato che un accordo era imminente. Il Brent ha registrato un lieve rialzo all’inizio di mercoledì, dopo essere sceso di circa il 5% chiudendo la sessione precedente sotto i 79 dollari. Il calo della domanda in Cina e lo smaltimento delle riserve petrolifere di emergenza da parte degli Stati Uniti e di altre nazioni hanno contribuito al ribasso dei prezzi.
Molti governi europei, investitori nel settore energetico e compagnie di navigazione nutrono dubbi sulla rapidità con cui lo Stretto di Hormuz potrà tornare alle condizioni prebelliche. Oltre alla potenziale necessità di sgomberare il canale, si pone la questione a lungo termine se l’Iran consentirà il libero passaggio.



