Nel paddock quasi vuoto di Città del Messico, il giovane Kimi Antonelli ha appena alzato il calice di champagne, gli occhi ancora rossi di lacrime di gioia e di sudore. Tra un messaggio di congratulazioni e il tipico sovraccarico di notifiche, ha commentato che WhatsApp non risponde, segno di quanto la notizia della sua vittoria abbia travolto il mondo digitale. Il ventenne, già titolare del titolo mondiale nella sua seconda stagione in Formula 1, ha subito iniziato a pensare a cosa chiedere al capo del team, Toto Wolff, per celebrare il trionfo.
Il podio a Messico: più di un quarto posto
In una gara dove il quarto posto sarebbe stato più che sufficiente per chiudere la stagione, Antonelli ha deciso di rischiare e ha superato Charles Leclerc nella fase finale, conquistando così un podio insieme a Max Verstappen e Lewis Hamilton. “Volevo chiudere la corsa sul podio, non con un risultato che non potesse dare soddisfazione al team”, ha spiegato. I complimenti di Verstappen e Hamilton, espressi senza filtri, sono stati per il giovane pilota una conferma di essere arrivato al posto giusto: “sentire parole sincere da due leggende è qualcosa che non dimenticherò mai”.
Il regalo a Toto Wolff
Tra le richieste più curiose, Antonelli ha ammesso di aver provato a convincere Wolff a consegnargli il trofeo di Montecarlo, senza successo. Il suo nuovo obiettivo è portare a casa il trofeo di Monza, dove ha mangiato gli spaghetti sul podio, ma soprattutto quello del Mondiale. “Se la squadra non mi concedesse la scocca della macchina, dovrò vincere altri mondiali perché alla fine me la daranno”, ha scherzato, dimostrando la stessa umiltà che lo ha contraddistinto fin dal primo giorno.
Il numero 12: scaramanzia e nuova mentalità
Contrariamente a quanto molti si aspettassero, Antonelli ha deciso di mantenere il numero 12 per la prossima stagione, rifiutando l’iconico 1 dei campioni. “Il 1 non mi ha mai portato fortuna nelle categorie minori, e il 12 mi ricorda di ricominciare da capo, con la stessa mentalità di quest’anno”, ha dichiarato. Questa scelta è anche un atto di ribellione contro la pressione di essere già considerato campione: “Non voglio correre pensando di essere un campione del mondo, voglio correre per vincere”.
Obiettivi per il futuro e la promessa dei capelli
Guardando al 2025, Antonelli sa che la sfida sarà più dura: Verstappen, Hamilton e il ritorno in forma di George Russell rappresentano ostacoli non trascurabili. “Devo restare pronto, umile e continuare a migliorare”, ha affermato, aggiungendo che vuole imparare a gestire meglio le situazioni in pista. Oltre al lavoro tecnico, ha promesso di tingersi i capelli, valutando un colore tricolore ispirato alla bandiera italiana o i tradizionali rosso-blu del Bologna, per celebrare il successo con un gesto personale.
Scherzi a Wolff: il via libera
L’ultima battuta di Antonelli riguarda Toto Wolff: “Il capo ha detto che non capisce perché non gli faccia scherzi, quindi ora ho il via libera”. Dopo la vittoria, Wolff gli ha ricordato l’importanza di lasciare un segno duraturo nella storia del motorsport, citando l’esempio di Gianni Agnelli. Antonelli ha risposto che il suo obiettivo è rimanere rilevante anche dopo il ritiro, una motivazione che lo spinge a guardare al futuro con entusiasmo.

