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28 Ottobre 2026

Scopri le collezioni studentesche della Fashion Graduate Italia 2026

Fashion Graduate Italia riaccende Milano con 19 scuole, Talk e sfilate che danno voce al nuovo talento della moda.

Scopri le collezioni studentesche della Fashion Graduate Italia 2026

La 12ª edizione di Fashion Graduate Italia è tornata a Milano, aprendo le sue porte al pubblico fino al 29 ottobre. L’evento, definito la prima fashion week gratuita e cittadina, si svolge nella sede di BASE Milano, una struttura di 3.500 mq che ospita sfilate, talk, workshop digitali e spazi espositivi dedicati ai progetti degli studenti. Con la partecipazione di 19 accademie, istituti e scuole di moda italiane, il programma prevede sei passerelle al giorno e prevede di accogliere più di 15 000 visitatori registrati. L’iniziativa nasce dall’impegno della Piattaforma Sistema Formativo Moda, ente del terzo settore, co-finanziata dalla Regione Lombardia, con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Milano.

Il filo conduttore di quest’anno è Speak Up!, un invito rivolto ai giovani a diventare portavoce del cambiamento e a far sentire la propria voce nell’ecosistema della moda. Il tema richiama non solo la necessità di autonomia creativa, ma anche la responsabilità delle istituzioni, delle imprese e delle scuole di creare un contesto favorevole alla crescita di nuovi talenti. Matteo Secoli, presidente della Piattaforma, sottolinea che Speak Up! è una sfida collettiva: le realtà formative devono coltivare la cultura del progetto, mentre la filiera deve riconoscere la formazione come interlocutore chiave per leggere le trasformazioni del settore.

Le sfilate delle accademie italiane al Fashion Graduate Italia 2026

Accademia Costume & Moda – 11 visioni di alta moda

L’Accademia Costume & Moda ha presentato le collezioni finali del Master in Alta Moda Fashion Design, con undici giovani creativi che hanno tradotto concetti quali identità, memoria, appartenenza e trasformazione in progetti sartoriali. Le proposte spaziano dalla costruzione di capi ultra-tecnici alla sperimentazione di materiali tradizionali, mettendo in dialogo il couture classico con le nuove forme di espressione. Alcune collezioni indagano il rapporto con il corpo e i canoni di bellezza contemporanei, altre riflettono sul valore del tempo e sulla memoria familiare. Il risultato è un percorso formativo che ha permesso agli studenti di sviluppare un linguaggio autonomo, dimostrando come la tradizione artigianale possa coesistere con l’innovazione digitale.

Domus Academy – “Crafted Voices”, otto designer da cinque nazioni

Domus Academy ha però scelto il titolo Crafted Voices per descrivere il suo intervento, una narrazione collettiva costruita da otto giovani designer provenienti da Turchia, Brasile, India, Svezia e Italia. Ogni autore ha reinterpretato il proprio bagaglio culturale, fondendo tradizione e contemporaneità in silhouette disrubate e sperimentazioni tessili. I temi ricorrenti includono l’influenza dell’infanzia, il valore della memoria familiare e il dialogo con le tecniche artigianali locali. La sostenibilità è al centro di diverse proposte, che impiegano tessuti riciclati o processi a basso impatto ambientale, dimostrando che la moda può essere allo stesso tempo estetica e responsabile.

Istituto Marangoni Milano – dieci talenti e la fluidità di genere

I dieci talenti dell’Istituto Marangoni Milano hanno offerto una panoramica di visioni che oscillano tra architettura, arte e cultura pop, esplorando temi quali la memoria, l’identità e la fluidità di genere. Le collezioni combinano riferimenti artistici e architettonici con tecniche sartoriali d’avanguardia, creando capi che raccontano le tensioni sociali attuali. Alcuni designer hanno sperimentato materiali innovativi, altri hanno riscoperto antichi saper-fare, dimostrando che la linea tra tradizione e sperimentazione è permeabile. Le proposte di Marangoni trasformano esperienze personali in linguaggi universali, confermando la moda come strumento di indagine culturale.

Il format internazionale “Talent to Talent” e le scuole straniere

Accanto alle realtà italiane, l’evento ha ospitato il format “Talent to Talent”, promosso dal Comune di Milano, che ha visto la partecipazione di dieci scuole internazionali. Tra le istituzioni rappresentate figurano accademie provenienti da paesi come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Stati Uniti, ognuna con un team di giovani designer che ha presentato una sfilata subito dopo la conferenza di apertura. Il format ha offerto un palcoscenico per confrontare diverse tradizioni sartoriali, mostrando come le differenze culturali possano alimentare un dialogo creativo. Le proposte internazionali hanno spaziato dalla reinterpretazione di codici classici a sperimentazioni di realtà aumentata, rafforzando l’idea che la moda sia un linguaggio globale in costante evoluzione.

Obiettivi, dichiarazioni e prospettive per il futuro

Matteo Secoli ha definito Speak Up! “non solo un invito ai giovani, ma una richiesta di impegno per scuole, istituzioni e imprese”, ribadendo che la formazione deve favorire l’autonomia di pensiero e una solida cultura del progetto. Paola Negroni, direttrice generale Turismo, marketing territoriale e moda della Regione Lombardia, ha sottolineato che la moda è «un elemento identitario della nostra cultura», e che i nuovi talenti sono «fautori di un cambiamento necessario per un comparto che deve evolversi». Infine, Domenico Ioppolo, CEO di Campus Editori, ha evidenziato l’importanza di sviluppare un proprio sguardo in un periodo di incertezza, lanciando la “Guida alle professioni creative 2027”. Con questi messaggi, la Fashion Graduate Italia si presenta non solo come vetrina di creatività, ma anche come punto di contatto tra formazione, industria e politiche culturali, indicando una via concreta per il futuro del Made in Italy.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.