Negli ultimi anni, l’idea di banca del grasso ha cominciato a circolare tra i pazienti che desiderano mantenere un aspetto giovane senza dipendere da prodotti sintetici. Il concetto consiste nel prelevare il proprio tessuto adiposo durante un intervento di liposuzione, congelarlo e conservarlo per future iniezioni facciali o corporee. Questa pratica sta guadagnando popolarità, soprattutto dopo l’ondata di dimagrimenti rapidi indotti da farmaci GLP-1, che riducono drasticamente le riserve di grasso.
Che cosa significa realmente “banca del grasso”?
Secondo il dottor Krishna Vyas, chirurgo plastico certificato presso Blechman Plastic Surgery a New York City, la banca del grasso è il processo di rimozione del tessuto adiposo tramite liposuzione, separazione dalle componenti sanguigne, confezionamento in contenitori sterili e successivo congelamento in azoto liquido. Le zone più comuni di prelievo sono addome, fianchi, cosce, flanchi, dorsale e braccia. Una volta immagazzinato, il grasso può essere mantenuto fino a due anni, ma la maggior parte dei professionisti lo utilizza entro 3-12 mesi per garantire la massima vitalità cellulare.
Il percorso dalla sala operatoria al congelatore
Il prelievo avviene in occasione di interventi già programmati come tummy tuck, Brazilian butt lift (BBL) o altre tecniche di rimodellamento corporeo. Dopo l’aspirazione, il campione viene trattato per rimuovere sangue e liquidi, quindi trasferito a una struttura specializzata in cryo-conservazione. Qui il grasso è collocato in contenitori a temperatura di circa -196 °C, garantendo steriltà e integrità delle cellule staminali presenti nel tessuto adiposo.
Perché scegliere il proprio grasso rispetto ai filler a base di acido ialuronico?
I classici filler come Juvederm o Restylane offrono risultati rapidi, ma sono temporanei e possono provocare reazioni avverse. Il fat grafting utilizza il proprio tessuto, riducendo il rischio di allergie e migliorando la qualità della pelle grazie alle cellule staminali adipose. Inoltre, il grasso autologo contribuisce a un leggero lifting dei contorni facciali e può stimolare la produzione di collagene.
Il ruolo delle cellule staminali e l’effetto GLP-1
Il dottor Lyle Leipziger, capo del reparto di chirurgia plastica presso North Shore University Hospital e LIJ Medical Center, sottolinea che la qualità delle cellule staminali dipende dal peso corporeo del donatore. Nei soggetti con indice di massa corporea elevato, le cellule staminali adipose risultano più infiammatorie e meno capaci di neovascularizzarsi dopo il trapianto, riducendo la sopravvivenza del grasso impiantato. Perciò, molti chirurghi consigliano di effettuare la banca del grasso prima di una perdita di peso significativa, anche se il dottor Anthony Berlet, chirurgo plastico di New York, afferma che in genere è possibile reperire quantità adeguate anche dopo una dieta intensiva, sebbene le cellule siano più piccole.
Costi, limitazioni e prospettive future
Il prezzo della banca del grasso varia in base al professionista, al volume prelevato e al metodo di conservazione. Le stime dell’American Society of Plastic Surgeons indicano costi compresi tra 2 000 e 8 000 $, più una tassa annuale di 200-1 000 $ per la conservazione in azoto liquido. Inoltre, la successiva iniezione comporta ulteriori spese. Dal punto di vista scientifico, la maggior parte delle evidenze sostiene che il fat grafting effettuato subito dopo il prelievo offre risultati superiori rispetto al tessuto congelato, poiché il processo di congelamento riduce la percentuale di cellule vive e altera il loro potenziale rigenerativo.
Verso una standardizzazione
Attualmente non esiste un protocollo unico accettato a livello internazionale per la crio-conservazione del grasso, il che rende la pratica ancora di nicchia. Tuttavia, la ricerca sta progredendo: nuovi studi stanno valutando crioprotettori più efficaci e tecniche di scongelamento che potrebbero preservare una più alta vitalità cellulare. Fino a quando tali standard non saranno definiti, i pazienti dovrebbero informarsi a fondo, chiedere al proprio chirurgo dettagli sul metodo di congelamento e valutare realisticamente i risultati attesi.
Pur offrendo la possibilità di una riserva di tessuto personale, la tecnica rimane più costosa e meno collaudata rispetto al fat grafting immediato. Chi decide di intraprendere questo percorso dovrebbe farlo in stretta consulenza con specialisti esperti e considerare il momento più opportuno per il prelievo, tenendo conto del proprio peso corporeo e degli obiettivi estetici a lungo termine.



