Charli XCX, la cantante britannica che ha rivoluzionato il pop con Brat torna con un nuovo album che segna una svolta significativa nella sua carriera. Music, Fashion, Film prodotto da A. G. Cook e Finn Keane, è un’opera che si distacca dall’energia euforica del precedente disco, esplorando temi più profondi e personali.
La copertina dell’album, che ritrae John Cale, Marc Jacobs e Martin Scorsese, è un omaggio alle tre arti che hanno ispirato Charli XCX. Questo progetto non è solo un disco, ma un ecosistema creativo che include anche un film di circa trentadue minuti, dove musica, moda e cinema si intrecciano per costruire un’identità artistica a 360 gradi.
Un nuovo inizio con Rock Music
L’album si apre con Rock Music un brano che introduce un nuovo stato emotivo. Le chitarre graffianti e i sintetizzatori creano un’atmosfera che riflette la trasformazione interiore dell’artista. Charli XCX non abbandona completamente il suo stile pop, ma lo arricchisce con influenze rock e alternative, dimostrando una volta di più la sua capacità di evolversi.
Il brano Wink Wink incarna perfettamente l’ambiguità che caratterizza l’album. È una confessione e una performance allo stesso tempo, un mix di sincerità e finzione che rende Music, Fashion, Film così magnetico. Charli XCX rifiuta di coincidere con una sola versione di sé, abbracciando le proprie contraddizioni.
L’arte e la fragilità dell’esistenza
Tra i brani più riusciti dell’album c’è SS26 che riflette amaro sulle forme d’arte celebrate dal titolo del disco. Charli XCX si chiede se musica, moda e cinema possano davvero salvarci dalla fragilità dell’esistenza. La risposta non è definitiva, ma accetta il paradosso che l’arte continua ad avere un valore immenso pur sapendo che non può renderci immortali.
Il brano conclusivo, No One Lasts Forever è il cuore dell’album. Con chitarre ovattate e suoni che sembrano dissolversi lentamente, la voce di David Cronenberg ricorda un momento in cui, dopo un’esperienza vicina alla morte, si rese conto che l’arte non era la cosa più importante. Questo intervento diventa un omaggio a tutti coloro che hanno lasciato opere capaci di attraversare il tempo, ma anche una constatazione semplice e inevitabile: le opere restano, i loro autori no.
L’oblio come libertà
Il disco di Charli XCX non tenta di replicare l’impatto culturale di Brat ma sceglie di interrogarlo, trasformando il valore del proprio successo nel punto di partenza per riflettere sull’identità, sulla trasformazione e sulla mortalità. Oblivion is freedom emerge come il vero manifesto dell’album, dove l’oblio non è visto come una perdita, ma come una possibilità di liberarsi dal peso di dover essere sempre qualcuno all’altezza delle aspettative altrui.
Charli XCX dimostra ancora una volta il suo talento nel creare colonne sonore capaci di accompagnare le nostre metamorfosi, arrivando nel momento preciso in cui una versione di noi stessi lascia spazio a quella successiva. Music, Fashion, Film è un disco che ci accompagnerà in una fase più silenziosa della vita, dove ci si accorge di star cambiando, senza sapere ancora verso quale direzione.



