Nel cuore della Toscana, a Marlia, si trova una villa che ha visto passare due donne straordinarie: Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt. Due figure distanti nel tempo, ma unite da una visione comune: trasformare Villa Reale in un luogo di cultura e stile.
La mostra Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una villa ospitata al Complesso di San Micheletto di Lucca fino al 16 agosto 2026, racconta questa storia attraverso documenti, fotografie e oggetti preziosi.
Elisa Bonaparte: la principessa che modernizzò Lucca
Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, fu una figura chiave nella modernizzazione di Lucca durante il periodo napoleonico. La sua influenza si estese anche a Villa Reale di Marlia, che divenne un centro di cultura e potere. La mostra presenta lettere autografe di Elisa, ritrovate nell’archivio di Mimì Pecci Blunt, che offrono uno sguardo unico sulla sua vita politica, familiare e culturale.
Queste lettere, datate tra il 1805 e il 1820, sono un tesoro raro nel contesto napoleonico, poiché la corrispondenza scritta a mano della principessa è estremamente limitata. Tra i destinatari delle lettere ci sono suo fratello Luciano Bonaparte e la sua governante Madame Campan.
Mimì Pecci Blunt: l’aristocratica che ridiede splendore alla villa
Mimì Pecci Blunt, conosciuta anche come Anna Laetitia Pecci Blunt, acquistò Villa Reale di Marlia nel 1923. La sua missione era restituire alla villa lo splendore degli anni dell’Impero, un obiettivo che raggiunse con passione e determinazione. La mostra presenta un inventario inedito delle acquisizioni fatte tra il 1923 e il 1926, compilato dalla stessa Mimì.
Mimì non si limitò a restaurare la villa; la trasformò in un centro internazionale di scambio artistico e intellettuale. Villa Reale divenne un punto di incontro per figure illustri come Salvador Dalí, Jean Cocteau, Alberto Moravia, Jacqueline Kennedy e la Principessa Margaret d’Inghilterra.
L’abito da sposa di Mimì Pecci Blunt
Un pezzo forte della mostra è l’abito da sposa di Mimì Pecci Blunt, progettato da Charles Frederick Worth, il padre dell’Haute Couture. L’abito, esposto nella mostra lucchese, è un esempio perfetto del suo stile elegante e sobrio. Mimì sposò Cecil Blumenthal a Parigi nel giugno del 1919, e la cerimonia attirò l’attenzione della stampa internazionale, compresa Vogue.
Un legame che attraversa i secoli
La mostra Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia non è solo una celebrazione di due donne straordinarie, ma anche un omaggio alla loro capacità di trasformare una villa in un luogo di cultura e stile. Entrambe hanno compreso che una grande casa non è solo architettura, ma può diventare un autoritratto, un laboratorio culturale, un luogo in cui mettere in relazione persone e idee.
Questa eredità culturale è ciò che rende Villa Reale di Marlia un luogo unico, un crocevia di storie e visioni che continuano a ispirare.



