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5 Giugno 2026

Ottant’anni fa: la storica vittoria del suffragio femminile in Italia

Ottant'anni fa, il 2 giugno 1946, le donne italiane votarono per la prima volta. Scopri come questa conquista storica abbia cambiato l'Italia e l'importanza delle madri costituenti.

Ottant'anni fa: la storica vittoria del suffragio femminile in Italia

Il 2 giugno 1946 è una data che segna una svolta nella storia italiana. Per la prima volta, le donne poterono esercitare il loro diritto di voto, un traguardo raggiunto dopo decenni di lotte e sacrifici. Questo evento non solo cambiò il volto della nostra democrazia, ma pose le basi per una società più equa e inclusiva.

La conquista del suffragio universale non fu una gentile concessione, ma il frutto di una lunga battaglia. Le donne italiane dovettero attendere fino al 1946 per ottenere un diritto già riconosciuto in altri Paesi europei, come la Finlandia (1906), il Regno Unito (1918) e la Francia (1944).

Il decreto del 1946 e le prime elezioni amministrative

Il decreto numero 74, approvato il 23 febbraio 1946 dalla Consulta nazionaleentrò in vigore il 10 marzo dello stesso anno. Questo provvedimento sanciva il diritto di voto per tutte le donne con più di 21 anni, ad eccezione delle prostitute che esercitavano fuori dai locali autorizzati. Le prime elezioni amministrative si tennero lo stesso giorno dell’entrata in vigore del decreto e proseguirono fino al 7 aprile.

In totale, 5.722 comuni parteciparono alle elezioni, mentre in altri 1.383 il voto si svolse solo in autunno. Furono elette oltre duemila candidate, e ben 13 donne divennero sindache. Ottavia Fontanaeletta a Veronellafu la prima sindaca veneta. Questo voto amministrativo fu una sorta di prova generale per il referendum del 2 giugno 1946, che avrebbe deciso tra Repubblica e Monarchia e avrebbe eletto i 556 membri dell’Assemblea Costituente.

L’emozione del primo voto

L’attesa per il 2 giugno era spasmodica. Le donne italiane, dopo anni di lotte e sacrifici, finalmente potevano esprimere la loro volontà. La partigiana Lula Tonini definì quel momento «una cosa stupenda». La giornalista Anna Garofalo descrisse l’emozione delle donne che stringevano le schede elettorali come se fossero «biglietti d’amore».

Molte donne, preoccupate di non macchiare le schede, rinunciarono persino al rossetto. La partecipazione fu massiccia: su 13 milioni 351 mila 601 uomini e 14 milioni 610 mila 854 donne chiamati alle urne, votò l’89,01 per cento degli aventi diritto. Le donne candidate furono 221, e ne furono elette 21.

Le madri costituenti e il loro contributo

Le 21 donne elette all’Assemblea Costituente divennero note come le madri costituenti. Rappresentavano una varietà di ceti sociali e provenienze politiche: nove dalla DCnove dal PCIdue dal PSIUP e una dal Partito dell’Uomo Qualunque.

Tra loro, cinque entrarono nella Commissione dei 75incaricata di scrivere la Carta costituzionaleMaria FedericiAngela GotelliLina MerlinTeresa Noce e Nilde Jotti. Ogni una di loro lasciò un segno indelebile nella nostra Costituzione. Nilde Jotti si batté per il riconoscimento della parità uomo-donna, Lina Merlin contro la discriminazione di genere, Teresa Noce per la tutela del lavoro femminile, Angela Gotelli per i principi di assistenza sociale e welfare, e Maria Federici per i diritti delle donne nel mondo del lavoro.

Grazie al loro impegno, la Costituzione italiana sancì principi fondamentali come l’uguaglianza tra tutti i cittadini (articolo 3), la parità nella famiglia (articoli 29, 30, 31), il diritto delle donne lavoratrici a pari retribuzione (articolo 37), l’uguaglianza nella partecipazione politica (articolo 48), e l’accesso alle cariche pubbliche (articolo 51). Inoltre, contribuirono alla stesura dell’articolo 11, che ripudia la guerra.

Ricordare il 2 giugno 1946 è fondamentale per comprendere le radici della nostra democrazia e le sfide ancora aperte. Come ha sottolineato il presidente Sergio Mattarellain un’epoca di crescente disaffezione politica, la memoria di questo evento è un esercizio di memoria civile essenziale per il futuro del nostro Paese.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.