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22 Luglio 2026

Venezia 70: apre Gravity di Cuaron, poi Bruce LaBruce e Sion Sono

Si inaugura oggi ufficialmente la settantesima edizione della Mostra Cinematografica di Venezia “Al di là delle prime impressioni è andata bene, abbiamo avuto i film ... Leggi tutto

Si inaugura oggi ufficialmente la settantesima edizione della Mostra Cinematografica di Venezia

Al di là delle prime impressioni è andata bene, abbiamo avuto i film che volevamo , rispetto al 2012 il programma mi sembra più omogeneo. Autori affermati, esordienti, registi in cerca di consacrazione, documentari e film di genere. Voglio vedere come saranno accolte alcune scelte radicali, provocatorie. È giusto che un festival accetti qualche piccola sfida.”

Sono queste le parole con cui il direttore Alberto Barbera ha sintetizzato la proposta della 70° Mostra Cinematografica di Venezia. Dichiarazioni di rito – ça va sans dire – che andranno verificate un po’ alla volta e che retrospettivamente potrebbero essere lette in qualsiasi comunicato stampa delle precedenti edizioni, ma nondimeno sono valutazioni sempre ben gradite e ben accette.

A Venezia però, come sanno i frequentatori abituali del Lido, le chiacchiere stanno a zero e l’unica valuta accettata (a parte l’euro agognato dai voraci e immorali affaristi locali) è la qualità artistica delle pellicole. Vediamo quindi cosa ci aspetta.

Ieri è stato il turno di L’arbitro di Paolo Zucca, film d’apertura eccezionale delle Giornate degli Autori, ovviamente tutto italiano. Ambientato in un piccolo paesino sardo, il film racconta il declassamento di un arbitro fuoriclasse (Stefano Accorsi) a causa di un piccolo errore: sarà chiamato a gestire una partita importantissima tra le due rappresentanze calcistiche del paese, da sempre al centro di faide sanguinose. Un bianco e nero espressionista per una favola grottesca che tramite la metafora del calcio mette in scena situazioni caratteristiche dell’intera nazione.

Forse il film più atteso del Festival, Gravity di Alfonso Cuaron (I figli degli uomini) ha fatto il suo debutto ufficiale, fuori concorso, proprio questa mattina. La pellicola, che ha come protagonisti due astronauti (George Clooney e Sandra Bullock) alle prese con un imprevisto durante la loro missione, dalle prime indiscrezioni pare sia spettacolare e imperdibile. Il regista di certo è in grado di stupire, e lo ha già dimostrato in passato, e si parla già di pianisequenza inauditi di 18 minuti. Lo vedremo al cinema tra un mese.

Sempre afferente alle Giornate degli Autori, destinato però a essere uno degli scandali di questa annata, arriva Gerontophilia di Bruce LaBruce, singolare regista di oggetti definiti come porno gay artistici (il sottoscritto provò a guardare L. A. Zombie per farsi un’idea, ma dovette arretrare subito dinanzi alla visione di membri maschili che si immergevano nelle ferite purulente di cadaveri – essì, stiamo parlando di questo tipo di cose). Nella sua ultima fatica LaBruce si è dedicato alla storia di un ragazzo che sviluppa una passione improvvisa per l’ospite di una casa di riposo presso cui lavora. Ma il tutto dovrebbe essere stemperato da un taglio da commedia romantica.

Ultima segnalazione della giornata (che però ha altri chicche di cui andremo a parlare prossimamente) è per Why Don’t You Play in Hell? di Sion Sono, regista giapponese che due anni fa proprio a Venezia presentò Himizu, film che vinse il premio per il miglior giovane attore. L’estremismo del cineasta, cifra della sua lunga filmografia, non viene a mancare neanche in questo caso, dato che si tratta di una sorta di gangster movie ironico dalle venature metacinematografiche in cui la rappresentazione parossistica della violenza la fa da padrona.

Ma la Mostra continua…

Foto: Getty Images