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22 Luglio 2026

99 Posse aggressione fascista: Zulù e fonico malmenati a Velletri

Il vergognoso incidente si è verificato davanti l’ingresso del pub Passo carrabile Periodo di fuoco quello che sta attraversando l’Italia, dopo l’assurda e contrastata chiusura ... Leggi tutto

Il vergognoso incidente si è verificato davanti l’ingresso del pub Passo carrabile

Periodo di fuoco quello che sta attraversando l’Italia, dopo l’assurda e contrastata chiusura del processo Cucchi.

Ieri sera il concerto di Velletri del gruppo ragamuffin 99 Posse, da sempre apertamente schierato politicamente nel segno della sinistra più battagliera, è stato annullato dopo che il cantante-frontman Zulù (pseudonimo di Luca Persico) e uno dei fonici sono stati malmenati da una ventina di neofascisti. 

La band ha diramato un comunicato stampa nel quale si riepilogano i fatti:

Subito dopo aver parcheggiato la macchina nella piazza antistante il pub ‘Passo carrabile’, dove Zulù avrebbe dovuto esibirsi, il nostro cantante e uno dei fonici della band sono stati aggrediti con cinture e altri oggetti atti a offendere da un gruppo di una ventina di persone che esponevano simboli di estrema destra.

La pronta reazione e l’intervento della sicurezza del locale hanno fatto sì che gli aggressori si dessero rapidamente alla fuga, impedendo che l’episodio avesse conseguenze più gravi delle contusioni, dei tagli e delle abrasioni superficiali riportate dai nostri compagni, che hanno rifiutato di essere trasportati in ospedale. Purtroppo la serata non ha potuto avere luogo e ci scusiamo con i presenti che erano venuti ad assistere allo spettacolo”.

Secondo i 99 Posse non si tratterebbe di un episodio isolato, quanto dell’ennesimo atto di violenza riconducibile a un risveglio dei rappresentanti dell’estrema destra:

“Un fatto grave, che si inserisce in una sempre più preoccupante recrudescenza dell’estremismo fascista in Europa e in Italia. Il 5 Giugno a Parigi, nei pressi della centralissima Saint-Lazare, è morto in seguito alle percosse ricevute da tre naziskin Clément Méric, studente della facoltà di Scienze Politiche di appena 18 anni.

Nella notte dello stesso 5 giugno una molotov è stata lanciata contro il portone del centro sociale Astra 19 nel cuore del Tufello a Roma, al piano terra di una casa popolare abitata da decine di persone. Anche in questo caso, chiara la matrice fascista, nel clima avvelenato della campagna elettorale per le Comunali a Roma.

Coerenti con le proprie convinzioni, i membri del complesso hanno scelto di non riferire l’accaduto alle autorità, sfiduciati dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma:

Non abbiamo sporto denuncia perché crediamo che l’antifascismo non si pratichi in quei tribunali che assolvono gli assassini di Stefano Cucchi e comminano 100 anni di carcere a 10 compagn* per qualche vetrina rotta a Genova. La lotta continua, a testa alta come sempre, sputandovi in faccia il nostro odio!

Foto: Facebook