Zerocalcare: i libri da recuperare assolutamente se vi è piaciuta la serie tv

Tag: libri
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Ormai ne parlavano tutti, la curiosità era troppa e avete ceduto.

Dopo aver visto Strappare lungo i bordi vi siete innamorati dello stile di Zerocalcare, e ora ne volete ancora. Fortunatamente il problema si risolve senza troppi problemi, perché leggendo uno qualsiasi dei suoi fumetti riuscirete a ritrovare tutta la sua ironia. La serie animata è stata creata dallo stesso Zerocalcare, per cui nelle sue storie su carta avrete a disposizione la stessa atmosfera tanto apprezzata. Ma quali sono i libri migliori di Zerocalcare?

Zerocalcare: i libri da leggere simili alla serie

Avete appena finito Strappare lungo i bordi, e volete scoprire se la serie tratta di una storia vera o meno. Se la vicenda narrata in questi sei episodi non vi basta, il punto migliore per partire e conoscere Zerocalcare è La profezia dell’armadillo. Il fumetto crea un ottimo mix fra la storia principale e tanti aneddoti secondari, che alla fine si ricollegano alla trama centrale. La serie animata è stata tratta proprio da questo volume: anche qui Zero deve affrontare la perdita di una cara amica insieme ai compagni di sempre.

Invece, se la cosa che più avete adorato sono gli amici e i personaggi di Strappare lungo i bordi, la storia che fa al caso vostro è Macerie Prime, divisa in due volumi. La trama ruota attorno agli amici di Zero, alla sua generazione nata negli anni ’80. In occasione del matrimonio di un amico, i compagni di scuola si riuniscono e affrontano i cambiamenti avvenuti durante la crescita. I sogni e i desideri dell’infanzia sono cambiati, oppure si sono estinti: la metafora di una generazione precaria è espressa tramite l’immagine di un cumulo di macerie.

Le storie più emozionanti

Se c’è una caratteristica che non a pelle potreste non attribuire a Zerocalcare, è la sua grande sensibilità. E lui ne dà prova in uno dei suoi libri più emozionanti: Dimentica il mio nome.

In questa storia Zero deve affrontare la morte della nonna. Da qui si avvia nella ricerca della storia della sua famiglia; cominciando dalla nonna segue le vicende della sua vita, scoprendo un lato di lei che mai si sarebbe immaginato. Da lì arriva poi alla madre, chiudendo il cerchio con sé stesso. Come spesso avviene nelle graphic novels di Zerocalcare, anche qui abbiamo risate e sarcasmo condite da una buona dose di malinconia e un po’ di lacrime.

Anche in Un polpo alla gola il lettore scopre un lato di Zerocalcare più sensibile ed emotivo. In seguito ad una marachella compiuta da bambini, Zero incolpa l’amica Sarah dell’accaduto. Dopo essere stata sgridata dalla maestra, Sarah se la prende con una terza bambina, in realtà innocente. Partendo da questo punto l’autore esplora la sua infanzia e adolescenza per poi arrivare all’età adulta. Il tutto affrontando i piccoli e grandi drammi della vita, concentrandosi soprattutto sul senso di colpa che si avvolge intorno alla sua gola come i tentacoli di un polpo.

I fumetti più “impegnati”

In un paio dei suoi libri Zerocalcare approfondisce anche tematiche di livello sociale. È il caso di Scheletri, un volume diverso dagli altri fumetti a cui l’autore ci ha abituati.

In questo caso si parla dei fallimenti personali ma non solo: il senso d’insicurezza che ci attanaglia è spesso causa della società che ci circonda. Roma è al centro della narrazione, insieme alle tematiche del degrado, dell’abuso di sostante e della violenza. Gli scheletri che nascondiamo nell’armadio non sono sempre frutto del singolo; anzi, la maggior parte delle volte nascono con la complicità di un sistema che non ci accetta o comprende.

Altrettanto avvincente è Kobane calling, fumetto-reportage che racconta i viaggi reali che Zerocalcare ha affrontato in Kurdistan. Sul confine fra Turchia, Siria e Iraq si muove la resistenza contro l’Isis, che l’autore ha visto con i suoi stessi occhi. Inevitabile è il sentimento d’impotenza che ci causa questa narrazione. Zerocalcare ci pone di fronte a persone pronte a morire per i loro ideali, per essere libere dal terrore.

Nonostante la solita ironia che contraddistingue il suo stile, anche con questo fumetto non riuscirete a non emozionarvi.