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17 Luglio 2026

Vittoria di Savoia curatrice e giovane indipendente a Milano Art & Design Week 2026

Vittoria di Savoia debutta come curatrice alla Milano Art & Design Week 2026 e racconta la sua visione di indipendenza lontano dai rituali regali

Vittoria di Savoia curatrice e giovane indipendente a Milano Art & Design Week 2026

La figura di Vittoria di Savoia torna sotto i riflettori non per scenari di corte ma per un ruolo creativo: la giovane principessa ha firmato il suo debutto come curatrice insieme a Sarah Douadi per la mostra Il Ratto d’Europa, ospitata nell’ambito della Milano Art & Design Week 2026 in collaborazione con BKV Fine Art. Questa scelta segna una distanza netta da una rappresentazione tradizionale della nobiltà; Vittoria preferisce essere raccontata attraverso progetti artistici, teatro e moda piuttosto che tramite gioielli araldici. Nella conversazione pubblica spiega con chiarezza perché non indosserà la tiara: per lei è un simbolo che appartiene al passato e non riflette la sua idea di identità.

Un percorso personale e professionale deciso

La giovane vive a Londra e si divide tra formazione e lavoro pratico: frequenta la RADA, partecipa a casting cinematografici e studia clownaggio, attività che combina a una routine fisica fatta anche di boxe. Racconta di essere andata via di casa a diciassette anni, di aver lasciato l’università e di aver pagato con il proprio impegno gli studi teatrali lavorando in un pub-ristorante. Questa traiettoria dice molto della sua idea di autonomia: non vuole essere percepita come una figura passiva o un ornamento sociale, ma come una donna che costruisce la propria carriera e sta concentrata sulla realizzazione professionale.

Perché rinunciare alla tiara

Il rifiuto della tiara non è un gesto di provocazione ma una scelta identitaria. Vittoria si definisce un “maschiaccio”: pratica sport, indossa spesso tute sportive e pantaloncini e si trova a disagio con abiti lunghi e gioielli regali. La sua visione di “principessa” nel contesto contemporaneo è piuttosto una donna libera, con idee proprie, che usa la voce per esprimerle. Sottolinea inoltre la realtà costituzionale: in Italia e in Francia la monarchia non è più in funzione, motivo in più per non aderire a rituali che sentirebbe estranei.

Relazioni familiari e ruolo nella Casa Savoia

Nonostante il titolo nobiliare, Vittoria ribadisce che il ruolo di guida della Casa Savoia lo sta portando avanti suo padre, Emanuele Filiberto. Il rapporto con i genitori è narrato come aperto e sincero: entrambi sono descritti come figure moderne e presenti, persone con cui può confrontarsi senza giudizio. Parla della madre, Clotilde Courau, come della donna più forte che conosca e menziona la sorella minore, Luisa, studentessa di legge a Parigi con risultati eccellenti. Per lei la dimensione familiare è un circuito di donne unite e resilienti, un modello di solidarietà femminile che lei considera fondamentale nella società odierna.

Il rapporto con l’immagine pubblica

Vittoria affronta le critiche con pragmatismo: usa i pochi social che frequenta in modo selettivo e dichiara di ignorare gli haters, ricavandone invece una spinta. Se qualcuno la dipinge come ricca e snob, la sua reazione è concreta: lavorare, costruire e dimostrare con risultati. In questo senso la pratica artistica e teatrale diventa anche uno strumento per ridefinire l’immagine pubblica, trasformando il giudizio in motivazione e l’etichetta in occasione per mostrare competenza.

Il debutto curatoriale nel contesto milanese

La curatela de Il Ratto d’Europa è inserita in un contesto di forte vivacità culturale: Milano, con le sue fiere e i progetti collaterali della Art Week, offre un palcoscenico ideale per sperimentare conversazioni tra antico e contemporaneo. Nel progetto, il dipinto di Luca Giordano è usato come punto di partenza per interrogare temi di sradicamento, violenza e percezione dell’identità europea, trasformando un’opera storica in un dispositivo critico che parla di attualità. Collaborare con una galleria come BKV e inserirsi in una settimana d’arte così vivace mostra la volontà di misurarsi con il mondo dell’arte in modo professionale e curatore.

Un ponte tra generazioni

Il progetto evidenzia la capacità di mettere in dialogo linguaggi diversi: opere classiche reinterpretate accanto a pratiche contemporanee diventano strumenti per una riflessione che non è nostalgica ma proiettata al presente. Per Vittoria questo è anche un modo per imparare il mestiere della curatela e per costruire un percorso che affianchi la formazione attoriale a competenze espositive e critiche. Milano, con la sua rete di fiere e gallerie, rappresenta il luogo dove sperimentare questo passaggio.

In sintesi, la vicenda di Vittoria di Savoia è la storia di una ragazza che sceglie la propria strada: dall’abbandono degli abiti regali alla pratica artistica e sportiva quotidiana, passando per il debutto curatoriale che la colloca nel cuore di una scena culturale europea. Il rifiuto della tiara è quindi simbolico di una posizione più ampia: preferire la concretezza del lavoro creativo e la responsabilità personale alla semplice rappresentazione di un titolo.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.