Chi era Vincenzo Cardarelli: storia del poeta italiano

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Ricordato come un grandissimo scrittore e giornalista, Vincenzo Cardarelli si è in realtà reso indimenticabile attraverso la sua poetica.

Scopriamo la storia della sua carriera e il percorso che lo ha portato ad essere un autore pluripremiato. 

Chi era Vincenzo Cardarelli

Nazareno Caldarelli, noto come Vincenzo Cardarelli (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959), è stato un poeta italiano. Cresce vicino Viterbo insieme al padre, che gestisce il buffet della stazione ferroviaria della città e si impone come unica figura genitoriale. L’assenza della madre, che abbandona la famiglia quando è ancora piccolissimo, si fa sentire per tutto il corso dell’infanzia e l’adolescenza. 

Si dimostra poco costante a scuola e preferisce l’autoformazione alle imposizioni scolastiche.

In quanto giovane ribelle a 17 anni decide si fuggire di casa e rifugiarsi a Roma dove si adatta a qualsiasi tipo di mestiere per sopravvivere. Importante il suo ruolo di correttore di bozze presso il noto quotidiano “Avanti!”che si trasformerà nel corso degli anni nella professione di redattore. Collabora inoltre con alcune riviste come “Lirica”, “La voce” o “Resto del Carlino”.

Inizio della carriera di Vincenzo Cardarelli

Continua su questa strada anche quando si trasferisce a Firenze dove lavora presso “La Voce” conoscendo esponenti importanti del settore.

Riprende a collaborare con il quotidiano “Il Tempo” e pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Prologhi”. Nel 1919 inizia a lavorare per la nascente “La Ronda” dove scrive insieme ad altri sei esponenti del mondo della cultura tra cui il compositore Bruno Barilli

L’anno successivo pubblica la sua seconda raccolta di poesie per Vallecchi dal titolo “Viaggi nel tempo”. Nel frattempo si conclude la collaborazione rondista e si dedica quindi al quotidiano “Il Tevere” con il ruolo di critico teatrale per poi dedicarsi all’ambito letterario.

In questo periodo dedica anche molto tempo agli amici e intellettuali presso il noto Caffè Aragno di Roma, lo stesso che viene rappresentato da Amerigo Bartoli nel suo quadro “Amici al caffè”. 

Poetica di Vincenzo Cardarelli

Le sue pubblicazioni continuano nel 1931, anno in cui escono tre volumi di grande successo. Il libro che però gli permette di ottenere davvero la fama è “Il sole a picco” che contiene versi e prose e vince il Premio Bagutta. Nel corso della carriera ottiene numerosi altri premi come il Premio Strega per “Villa Tarantola” e il Premio Napoli con “Viaggio d’un poeta in Russia”. 

Di lui si dice che è un letterato piuttosto severo e che l’abitudine ad una vita solitaria lo porta ad avere con sè un aura austera.

La sua poetica tratta di ricordi passati ed è espressa sempre attraverso un linguaggio profondo e lineare. Ispiratosi a grandi autori come Pascal, Baudelaire e Nietzsche viene spesso paragonato a Giacomo Leopardi. 

Inseritosi a metà tra gli avanguardisti degli anni dieci e gli anni venti risente molto di quelli che sono i tratti della corrente toccando quindi temi come il viaggio, l’adolescenza, la ricerca dell’identità, uniti ad una forma di trasgressione espressiva.

Ecco un esempio tratto dalla poesia “Attesa”:

“Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.”