Chi era Stan Lee: tutto sul fumettista americano

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Grazie a Stan Lee il mondo degli eroi cambia.

Per la prima volta si mostrano dei personaggi fragili, con psicologia complessa e non sempre di natura positiva.

Chi era Stan Lee

Stan Lee, pseudonimo di Stanley Martin Lieber (New York, 28 dicembre 1922 – Los Angeles, 12 novembre 2018), è stato un fumettista, editore e produttore cinematografico. Cresce con i genitori ebrei di origine rumena immigrati negli Stati Uniti. Fin da ragazzo lavora come addetto copie per Martin Goodman, che trasformerà la sua casa editrice nella Marvel Comics.

Viene promosso come sceneggiatore di fumetti e diventa il più giovane editor della casa. La sua passione si interrompe a causa della seconda guerra mondiale, ma una volta tornato trova l’azienda pronta a ripartire.

Durante gli anni della guerra esiste infatti il “Comics Code” che influenza il contenuto dei fumetti che tornano ad avere successo con l’uscita di Superman, Batman e la nota Wonder Woman.

La nascita dei più noti supereroi

La DC Comics viene rivoluzionata e i supereroi ottengono sempre più riconoscimento con la formazione del “Justice League of America”. Lee e Jack Kirby insieme creano la famiglia dei “Fantastici Quattro” nel 1961.

Il successo li porta a creare un gran numero di nuovi eroi in poco tempo tra cui Hulk, Thor, Iron Men e gli X-Men da solo, mentre con il collega Kirby realizza Devil, con Bill Everett realizza il Doctor Strange e infine con Steve Ditko il noto Spiderman nel 1962.

Riprende in mano in questi anni alcuni supereroi creati negli anni quaranta tra cui Namor e Capitan America che definiscono il genere dei “supereroi con superproblemi”. Per la prima volta infatti i personaggi sembrano provare sentimenti umani quali la sofferenza, un brutto carattere e altri difetti propri dell’animo di tutti. Una vera e propria rivoluzione se si considera che fino a quel momento gli eroi sembravano invincibili anche emotivamente.

Il Metodo Marvel e lo stile dei fumetti

Dal punto di vista stilistico Lee scrive un redazionale mensile dal nome “Stan’s Soapbox” e scrive numerosi articoli firmando sempre con “Excelsior!”. In queste pagine dialoga con i lettori e introduce termini che diventeranno in voga nel gergo giovanile di tutto il mondo noto come “Metodo Marvel”.

Nella stesura di una sceneggiatura Lee prepara prima una sintesi schematica per poi stabilire successivamente le vignette e il loro ordine introducendo il concetto di storytelling. Nel suo metodo dopo che il disegnatore ha pronte le tavole lui adatta i testi con le didascalie e le nuvolette. La cooperazione tra i due è fondamentale e grazie ad ottimi colleghi Lee ha rivoluzionato il mondo dei fumetti.