Shibari il bondage giapponese: come si fa e che cos’è

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Quando si parla di bondage si incappa spesso nello shibari.

Il crescente interesse per pratiche erotiche alternative ha alimentato la curiosità intorno al tema.

Bisogna però fare le dovute distinzioni, non solo riguardo alle origini. Anche il fine e la tecnica sono differenti, tanto da fare dello shibari una disciplina a sé stante e totalmente originale. Lo shibari è considerato la variante giapponese del bondage. Ha però origini antiche e il concepirlo esclusivamente come pratica erotica è riduttivo.

Che cos’è Shibari

Shibari vuol dire “legare”. Nacque in Giappone come forma artistica di legatura. Le legature hanno differenti finalità e, come tutte le arti, anche differenti stili. Sebbene l’utilizzo erotico sia il più noto se ne possono riconoscere anche altri: quello meditativo, quello rilassante per mente e corpo e quello artistico ed estetico. Facendo interagire il corpo, soprattutto femminile, e le sue forme con corde e nodi è possibile creare sculture dinamiche in carne ed ossa e giochi di luci e ombre.

É nato come tecnica samurai di imprigionamento attraverso legature, portatrici di significati e comunicazioni differenti. Un codice imponeva che tali legature non potessero essere sciolte dai prigionieri, che non fossero lesive per corpo e mente e che fossero esteticamente pregevoli. Col tempo è diventata un’arte erotica e una body art a tutti gli effetti.

Tradizione giapponese bondage

La tradizione giapponese del bondage si differenzia sostanzialmente da quella occidentale di origine americana.

Il concetto della costrizione attraverso corde rimane ma cambiano i retroscena. Il bondage giapponese non concentra la sua attenzione esclusivamente sul risultato finale. Non è importante l’immobilizzazione quanto piuttosto il modo in cui viene fatta e le sensazioni che essa suscita. In primo luogo ha grande valore l’estetica delle corde intrecciate, dei nodi e dei corpi che vengono ridisegnati ed esaltati tramite le legature.

Importanti sono i sentimenti che scaturiscono.

Le corde vengono percepite come il prolungamento delle braccia e delle mani di chi pratica la legatura. Toccano la pelle e parti del corpo che ne traggono vantaggio a livello di eccitazione o rilassamento. Vengono rafforzati sentimenti come la fiducia, la complicità, la consapevolezza e la conoscenza reciproca. É un abbraccio che coinvolge corpo e mente e per questo motivo vale la pena considerarla un’esperienza in grado di coinvolgere a tutto tondo e non solo con una finalità sessuale.

Come praticare Shibari

Se il bondage all’occidentale è praticabile da tutti, soprattutto della sua variante soft, non si può dire la stessa cosa per lo shibari. Vengono organizzati spettacoli e performance artistiche per far risaltare la bellezza intrinseca di questa pratica. L’improvvisazione è totalmente fuori discussione. Ciò che serve sono corde in fibre naturali come seta, canapa e juta, studio e buon senso. A tal proposito vengono organizzati corsi con l’intento di insegnare quest’arte.

Sistema circolatorio, nervoso e tendini possono infatti essere danneggiati dalle corde. Per praticare questo tipo di legature è necessario quindi avere una buona conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento. La sicurezza è sempre al primo posto per poter godere appieno di questa pratica, quindi un percorso assistito di studio ed esperienza è imprescindibile per evitare problemi e danni collaterali.