Selfie Vip con naso e bocca coperti: stop alle armi chimiche

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Nei giorni scorsi sui profili social di molti personaggi famosi si sono moltiplicati gli scatti di selfie che li ritraggono con naso e bocca coperti.

In molti si sono chiesti il significato di questo gesto. Si tratta di un modo per dire basta all’uso di armi chimiche.

Vip uniti contro le armi chimiche

Nei giorni scorsi la Siria è stata colpita da diversi attacchi con armi chimiche. I tabloid di tutto il mondo hanno mostrato delle immagini davvero sconvolgenti. Gente che muore soffocata dai gas dispersi nell’aria, altri che invece sdraiati a terra si dimenano a causa delle convulsioni.

Tra le vittime, purtroppo, anche molti bambini.

Dopo questa strage è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione via social. Si chiama Stop Chemical Attacks ed è stata lanciata dallo scrittore Roberto Saviano. Il giornalista ha voluto riprendere il gesto simbolico di Muhammad Najem, un ragazzo di 15 anni che sta raccontando la guerra in Siria denunciando la morte di migliaia di persone per soffocamento da gas.

Il gesto di coprirsi con la mano il naso e la bocca e postare un selfie su profili social, accompagnato dall’hashtag #stopchemicalattacks, serve a creare maggiore sensibilità verso il problema dell’uso delle armi chimiche.

Sono in molti i vip che hanno voluto condividere il progetto di Saviano. Da Michelle Hunzicker ad Alessia Marcuzzi, passando per Ermal Meta e Fabio Volo a Lucina Litizzetto.

Servizio delle Iene sugli attacchi chimici

Nella puntata di mercoledì 5 aprile delle Iene è stato mostrato un servizio che mostra le conseguenze di un attacco chimico in Siria.

Il filmato, contenente immagini molto crude, ritrae la situazione appena dopo la fine dell’attacco. Si vedono i soccorritori che corrono tra la gente stesa a terra per cercare di aiutare coloro che sono ancora vivi. Al suolo anche centinaia di corpi senza vita.

La prima cosa da fare dopo essere venuti a contatto con sostanze tossiche è lavarsi. Per questo si vedono le autorità cittadini che utilizzano degli idranti. E’ importante sciacquare le vie aree per far sì che altre tossine non vengano ingerite.

Importantissimo è poi gettare acqua anche sui cadaveri per impedire che contagino i sopravvissuti.

La telecamera si sposta poi all’interno di un ospedale. La situazione è totalmente fuori controllo. La gente continua ad arrivare in cerca di cure. Si sentono urla e pianti di dolore. In una parte del servizio si vede un bambino che, con la bocca spalancata, annaspa cercando di respirare. Un medico gli somministra un medicinale tramite inalatore e poi gli da qualche colpo deciso sulla schiena.

Per fortuna poco dopo il piccolo riprende a respirare.

Tra le maggiori vittime di questi attacchi ci sono i bambini. Questo accade perché quando le sostanze chimiche vengono disperse nell’aria, i ragazzini stanno giocando per strada, inalando grandi quantità di fumi. Il loro organismo è poi più esposto a quello di un adulto.

Sono immagini molto cruente ma che devono far riflettere l’uomo sull’abominio della guerra e portarlo a domandarsi se davvero la strada della violenza sia davvero la soluzione giusta.